Archivio mensile:marzo 2007

E’ nato E’ nato !!

finalmente in Trentino il primo blog completamente NO OIL

mente e gamba dell’operazione Occhio di Rovereto

complimenti !

Cos’è la MASSA CRITICA ?

(da Wikipedia)

… “(spesso chiamata col termine inglese critical mass) è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (ovverosia critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, come viali a più corsie. Nonostante questa descrizione, la massa critica è un fenomeno di difficile definizione, trattandosi di evento spontaneo privo di struttura organizzativa formalizzata. Il fenomeno si è sviluppato, a partire da San Francisco dove nel 1992si svolse la prima Critical Mass, in molte grandi città, e consiste appuntamenti convenzionali (“coincidenze organizzate”) di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai loro mezzi ” … 

La mappa web di Portobeseno

Grazie a questo programma on line è possibile visualizzare in una bella grafica la rete di contatti del proprio sito.

Non ho capito bene come funziona l’aggregatore di informazioni e mi inquieta il “nodo” chiamato “Cristicchi” …

Ecco la mappa di questo blog

(clicca sull’immagine per ingrandire)

questa invece relativa al sito http://portobeseno.it

(clicca sull’immagine per ingrandire)

 

Panopticon, immagini di videocamere di sorveglianza

da Neural.it

Gli ultimi anni hanno visto un incremento significativo delle telecamere di video sorveglianza a circuito chiuso negli spazi pubblici. Le videocamere ci scrutano dagli angoli dei palazzi, dalle macchine ATM, dai semafori, immortalando ogni movimento a beneficio della polizia e delle guardie di sicurezza.

L’efficacia di questi dispositivi in termini di riduzione dei crimini è dubbia e i casi di abuso da parte delle autorità  sia pubbliche che private hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo al monitoraggio video nei luoghi pubblici. Il Web 2.0 offre l’opportunità  di discutere dell’argomento su Flickr attraverso un progetto chiamato “Panopticon: Pictures of Surveillance Cameras“. Non c’è dubbio sul fatto che la video sorveglianza degli spazi pubblici costituisca un’invasione della dimensione privata. Ma il vero problema sta nell’indecisione relativa al possesso delle registrazioni e a chi abbia il diritto di vederle. Molte delle videocamere di sorveglianza sono private. Banche, uffici e grandi magazzini sono costantemente impegnati nel monitoraggio dei loro esercizi e dello spazio pubblico adiacente ad essi. Le registrazioni fatte sono di loro proprietà  e possono essere archiviate, trasmesse o vendute ad altri senza permessi, liberatorie o pagamenti delle persone coinvolte. Allo stesso modo il girato dei dipartimenti di polizia dovrebbe essere considerato “registrazione pubblica” e pertanto a disposizione dei singoli, delle società  e delle agenzie governative.

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E’ provato poi che la CCTV no riduce il crimine ma lo sposta verso aree non viste. “Se non hai fatto nulla di sbagliato, non hai niente da nascondere” è la difesa standard in favore della CCTV. La progressione logica di questa argomentazione è che solo le persone “cattive” hanno segreti, perciù, per provare la propria onestà , la polizia e le autorità  devono conoscere tutto ciù che riguarda i privati cittadini. Tuttavia chiunque ha diritto alla privacy. Ed è per questo, ad esempio, che This is why The Institute for Applied Autonomy (IAA), un’organizzazione organizzazione per la ricerca tecnologica e lo sviluppo dedicata alla causa dell’auto-determinazione del singolo e della collettività , ha creato iSee, una applicazione web che traccia le collocazioni delle camere di sorveglianza negli ambienti urbani. L’intento di questi progetti è evidentemente provocatorio, ma mostra comunque un trend nel web 2.0 legato a una questione tuttora irrisolta: siamo liberi prigionieri di un mondo Panopticon?

Valentina Culatti