IL PICCOLO CINEMA DI BESENO 2013

Il Piccolo Cinema di Beseno
precinema e postcinema per spazi resilienti
a cura di Soundbarrier

presentazione nell’ambito di Portobeseno festival 2013 – sorgenti libere

Il Piccolo Cinema di Beseno è una performance audio video pensata per un piccolo spazio del muro di cinta del Castello di Beseno: un campionamento multimediale dello spazio. Il video, infatti, si è sempre basato sul campionamento: il campionamento della dimensione tempo. Il tempo viene mappato su uno spazio bidimensionale, specifico, nel quale il territorio non più percepito come un supporto, ma come organismo vivente. Questo tipo di mappatura veniva già utilizzata nelle macchine pre cinematografiche del XIX secolo. I media digitali hanno ulteriormente affinato queste tecniche aumentando il bagaglio sinestetico dello spettatore.

Attraverso la riorganizzazione percettiva dell’architettura esistente, le tecnologie elettroniche ci liberano dall’illusione naturalistica, verso nuove modalità di rappresentazione, di liberare il cinematografo come mezzo di espressione, per farne lo strumento ideale di un’arte che è racconto e memoria dello spazio.

Performance site specific di Pasquale Napolitano, Vincenzo Spagnuolo, Giovanni Zaccariello, Luca Marino, Francesco Goscé.

La colonna sonora dell’opera “Il piccolo Cinema di Beseno” è stata composta da Fuksia – Luca Marino, a cura di yonetlabel.com, è disponibile sul portale rock.it a questo indirizzo.

 

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Il “Piccolo Cinema di Beseno” è un progetto di post-cinema commissionato dal Festival di Portobeseno nel 2013.
L’intento del lavoro è stato quello di proporre una forma di “tutela attiva” della memoria del territorio e delle comunità che lo vivono, attraverso la costruzione di narrazioni multimediali laterali, frammentate, aumentate (e diminuite) dall’editing digitale, attraverso la combinatoria di materiali dell’archivio multimediale di Portobeseno.
Qui la memoria della comunità si fa materia viva per un film che spinge la narrazione verso estetiche del presente, oltre la retorica della memoria e della nostalgia. L’archivio di conseguenza, oltre ad essere il punto di partenza del film, ne è il paradossale protagonista, in quanto deposito silente di storia (e storie), facce, suoni, cui si è cercato di dare forma nuova, forzandone le logiche intrinseche.

SoundBarrier_ è una realtà attiva nel campo della progettazione multimediale e interattiva che ha sviluppato progetti di videomapping, performance audiovisive e installazioni interattive in diversi contesti nazionali e internazionali come festival di arti digitali, centri culturali e rassegne di arte contemporanea. L’approccio di SB_ ai media tende a far convergere in ogni progetto la dimensione speculativa e teorica con una sua specifica traduzione sul piano estetico ed espressivo, in particolare attraverso dinamiche site-specific di progettazione per ed in le realtà spaziali prese in esame.