Vittorio Curzel > Portobeseno festival 2019

LA FORTEZZA CHE RISUONA
Portobeseno festival 2019

Castello di Beseno (TN)

Sabato 15, orario 10 – 23.30
Domenica 16 giugno, orario 10 – 18

Installazione di Vittorio Curzel

MONTI DELLA LUCE
fotografia
Ogni luogo è unico. Il paesaggio è un intreccio di spazio e di tempo, tessitura di elementi fisici e spirituali, prodotto dell’azione della natura e delle vicende umane nel corso del tempo, caos e armonia. Tempo ciclico della natura dove tutto ritorna, tempo lineare della vicenda umana, del prima e del dopo. Ogni luogo ha una storia da raccontare. Ogni luogo ha un’anima.
Appunti di un cammino alla ricerca dell’anima dei Monti Lessini, immagini di alcuni dei segni che caratterizzano il paesaggio contemporaneo dei “Monti della luce”. Contrade e case di un’antica comunità di coloni germanici, pascoli, malghe, pozze d’acqua per abbeverare gli animali, sullo sfondo un villaggio del moderno turismo montano, muretti di sassi e di lastre di pietra, le nuove abitazioni, le antenne sul colle.

VITTORIO CURZEL è laureato in Psicologia, PhD in Scienze sociali. Autore di film documentari, programmi radiofonici Rai, saggi sul cinema, la fotografia, l’architettura, il paesaggio. Nel 2016 ha costituito Chorus FilmFactory. www.chorusfilmfactory.com

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Portobeseno 2019 festival

MONOIMPALA > Portobeseno festival 2019

MONOIMPALA

LA FORTEZZA CHE RISUONA
Portobeseno festival 2019

Castello di Beseno (TN)

Sabato 15 giugno, h 23

Live Set > MONOIMPALA

PERCORSI ANTICHI
Ripercorrendo il flusso d’acqua del Rosspach ci si può immergere nella sua potenza sempre dinamica e mai ripetitiva nel tempo. Come questo paesaggio, trasformato da una forza perpetua, anche le nostre emozioni vengono trasportate in maniera del tutto imprevedibile.

MONOIMPALA è un collettivo musicale nato da un incontro tra Balcani e Trentino, unisce musica elettronica e musicisti provenienti da mondi paralleli.

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Portobeseno 2019 festival

CARLOT-TA > Portobeseno festival 2019

Carlot-ta > Portobeseno 2019

LA FORTEZZA CHE RISUONA
Portobeseno festival 2019

Castello di Beseno (TN)

Sabato 15 giugno, h 21

Live Set > Carlot-ta

SONGS OF MOUNTAIN STREAM – CANZONI DEL RUSCELLO DI MONTAGNA
Songs of Mountain Stream è un canzoniere alpino contemporaneo in cui suoni raccolti nei boschi e nei villaggi delle Alpi occidentali creano un substrato ritmico e interagiscono con pianoforti, organi a canne e voci. Tra folk-pop e paesaggi sonori, scenari oscuri e quadri spensierati Carlot-ta racconta un’Arcadia personale melanconica e sognante.

BIO
Carlot-ta (Vercelli, 1990) è cantautrice e pianista. Costruita su un background classico e un universo armonico e timbrico peculiare, la sua musica è stata descritta come la sintesi di un songwriting complesso e un puro spirito pop. Ha dal 2011 pubblicato tre album di canzoni. Il primo, Make me a Picture of the Sun (Anna the Granny, 2011) è stato insignito del Premio Ciampi per la Migliore Opera Prima, del Premio MEI Supersound per il miglior disco dell’anno. Songs of Mountain Stream (Brumaio Sounds, 2014), prodotto da Rob Ellis (PJ Harvey, Anna Calvi, Marianne Faithfull) è un album di chamber pop dedicato alla montagna. Murmure (Incipit Records/Egea, 2018) prodotto da Paul Evans e realizzato tra Itala, Svezia e Danimarca grazie al contributo di SIAE e MiBAC è un disco di canzoni originali per organo a canne, voci e percussioni. Carlot-ta ha più di 300 concerti all’attivo ed è stata ospite di rassegne e palchi prestigiosi in Italia ed Europa (Premio Tenco, Premio Ciampi, Auditorium Parco della Musica, Teatro La Fenice, MiTo Settembre Musica, Festival dei Due Mondi, JazzMi, Torino Jazz Festival, Liverpool Sound City, Paratissima Skopje). Le sue musiche sono state utilizzate per campagne pubblicitarie (Ford, 2012) e colonne sonore (La luna su Torino, 2014).

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Carlot-ta > Portobeseno 2019

Il suono per raccontare il luogo: proposta per un Atlante sonoro delle Alpi
Carlotta Sillano – Phd Candidate Digital Humanities – Università di Genova / SUPSI

Il suono è una componente fondamentale nella relazione tra gli abitanti delle Alpi e l’ambiente peculiare che li circonda; è stato ed è importante nella costruzione identitaria, nella definizione delle mappe di orientamento e nell’esperienza del quotidiano. Laddove il territorio verticale ostacola la vista con la sua morfologia imprevedibile e imponente, il suono valica le rupi e permette la comunicazione, la conoscenza, la rappresentazione.

Nella letteratura gli ambienti alpini sono descritti come paesaggi hi-fi: uno spazio idilliaco, dove è possibile distinguere le sorgenti di ogni suono. I caratteri di questo paesaggio (sonoro) stanno però mutando a causa delle nuove e crescenti forme di turismo, del cambiamento climatico, dell’invasività delle tecnologie digitali. Quello alpino è oggi un universo sonoro fragile e ambiguo, fortemente influenzato dal modificarsi delle abitudini sociali e delle attività economiche.

Il suono è elemento capace di riflettere i mutamenti in corso, di rappresentarli, di raccontarli, di trasformarli in un dato sensibile. La visione romantica di un paesaggio immacolato e bucolico, si scontra con l’attualità di un territorio che vive nel presente e nel presente risuona in modo nuovo. Attraverso l’analisi di diversi casi studio, la ricerca in corso si propone di esplorare le Alpi Occidentali nella loro contemporaneità e di fornirne un racconto multimediale, basato sul paradigma acustico.

Rifugi di ieri e di oggi

Rifugi di ieri e di oggi
laboratorio e produzione documentario
di Sara Maino – Portobeseno festival
con le Classi Quinta A e Quinta B della Scuola Primaria di Volano (TN)
docenti: Valeria Conzatti e Cristina Marchiori

Gli incontri si sono svolti tra novembre 2018 e febbraio 2019 – in classe, successivamente presso il rifugio antiaereo di Volano (area esterna) e la scuola musicale Jan Novàk.

Presentazione del filmato alle due classi e al personale docente: 4 febbraio 2019.
Presentazione al pubblico: 18 maggio 2019, Volano (TN).

Il set di immagini è ospitato su Flickr.

Link diretto al documentario, su YouTube.

RIFUGI DI IERI E DI OGGI

Il laboratorio condotto presso la Scuola primaria di Volano ha coinvolto 34 allieve e allievi delle classi quinte in un percorso di ricerca multidisciplinare sul tema del rifugio.

Lo scopo era di conoscere l’argomento studiando le memorie storiche sulla guerra attraverso la voce narrante delle vecchie generazioni, i racconti di migrazioni attuali e delle loro cause, i conflitti che ne sono all’origine, alle emozioni che suscitano.

RIFUGI DI IERI E DI OGGI

L’approfondimento storico e la conoscenza delle vicende legate al rifugio antiaereo di Volano esperiti nella viva voce dei testimoni, la riflessione sul rifugio inteso come riparo, difesa, nascondiglio, luogo, abitazione, e come ricordo, fuga, evasione, sogno, imperniata sulle storie personali di ogni allievo e allieva (…un rifugio oggi, per i bambini e le bambine, è la propria camera, la famiglia, le braccia della mamma e del papà, ma anche il bosco, il campo da calcio, gli amici…) hanno dato luogo a delle micronarrazioni di gruppo, arricchite da immagini, disegni e interviste.

RIFUGI DI IERI E DI OGGI

Gli incontri si sono svolti in un clima denso di partecipazione e di coinvolgimento. Attivare l’ascolto e l’immaginazione, utilizzare la tecnica del brainstorming e delle interviste, incontrare sul campo i testimoni, vivere, attraverso le loro narrazioni, i giorni della guerra e delle bombe, studiare la storia sui libri e attraverso i libri, vedere dei documentari, ascoltare canzoni e suoni, sono state le tappe educative necessarie alla rielaborazione finale che potrete rivedere nel video documentativo del laboratorio, dal titolo “Rifugi di ieri e di oggi” della durata di 18’.

RIFUGI DI IERI E DI OGGI

Testimoni narranti coinvolti nel laboratorio:
Mario Cainelli, Emiliano Frizzera, Eugenio Gelmi, abitanti di Volano che hanno memorie o ricordi tramandati del rifugio antiareo di Volano;
Luigi Sardi, giornalista che ci ha raccontato i suoi ricordi dei rifugi di Trento;
Maurizio Panizza, autore del documentario “Come uccelli d’argento” sul bombardamento di Sant’Ilario di Rovereto, basato su documenti storici e memorie della gente;
Nibtas Breigheche, mediatrice culturale siriana.

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno finanziario del Comune di Volano e il patrocinio dell’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina.

RIFUGI DI IERI E DI OGGI

LA STORIA IN PIAZZA

Il festival Portobeseno 2019 propone due appuntamenti serali a Calliano e Besenello per scoprire la storia e l’arte in Alta Vallagarina tra Gotico e Rinascimento.

Mappa castel Beseno e il circondario di Folgaria, 1601 - particolare - Fonte: Archivio di Stato di Trento

CALLIANO

centro storico
mercoledì 22 maggio, ore 20.30

I cicli affrescati di palazzo Wetterstetter e palazzo Pilosi

Relatori:
Maddalena Ferrari
Claudio Strocchi

Coordinamento:
Matteo Rapana’

In caso di pioggia l’evento si svolgerà presso il Municipio di Calliano

bicchiere Trapp

BESENELLO

Biblioteca comunale di Besenello
mercoledì 29 maggio, ore 20.30

500 anni di Trapp

Relatori:
Walter Landi
Carlo Andrea Postinger

Coordinamento:
Matteo Rapana’

palazzo pilosi demartin affreschi

LA STORIA IN PIAZZA

La tipologia delle architetture e le tematiche degli affreschi presenti sul territorio dei comuni di Besenello e Calliano documentano l’importanza di questo territorio nelle vicende internazionali di fine Quattrocento, tra la battaglia di Calliano e la salita al trono imperiale di Massimiliano I d’Asburgo.

In questo periodo storico, nella zona dell’Alta Vallgarina, si trovava infatti ‘il confine, la porta per la Germania’, un luogo pieno di tensioni politiche e militari, una via di passaggio e di contaminazioni lungo la quale si trovano due castelli, Pietra e Beseno, e i palazzi di Calliano decorati con i simboli della nobiltà tirolese.

Guidati dalle narrazioni di esperti e ricercatori sarà possibile ripercorrere le vicende dei cicli affrescati di due edifici di Calliano risalenti ai primi Cinquecento e le origini della famiglia Trapp insediatasi nel 1470 nel feudo di Beseno.

L’occasione per approfondire le vicende di questo cruciale momento storico per il territorio lagarino è offerta dalla ricorrenza dei 500 anni della morte dell’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo, una delle figure europee più significative del periodo a cavallo fra Medioevo ed Età moderna.

Il ruolo svolto da questo importante personaggio è stato recentemente ribadito anche dal presidente dell’Euregio, Arno Kompatscher, sottolineando come “la sua forza di volontà e la sua capacità di guardare con coraggio al futuro, in un periodo di grande insicurezza come quello che ha fatto seguito alla fine del medioevo, rendono Massimiliano I d’Asburgo una delle figure da prendere ancora oggi come esempio in Europa”.

castel Beseno, aratura: ciclo dei mesi

LA STORIA IN PIAZZA

Portobeseno festival 2019 è realizzato grazie al contributo della Provincia Autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Comunità della Vallagarina, Comune Besenello, Comune di Calliano, BIM dell’Adige.

Evento ideato da Davide Ondertoller in collaborazione con Matteo Rapana’.

www.portobeseno.it // portobeseno@gmail.com // mob 340 555 4516

Alta Vallagarina

BIOGRAFIE RELATORI

MADDALENA FERRARI
Consegue nel 2004 la laurea quadriennale in Conservazione Beni Culturali all’Università degli Studi di Parma con una tesi riguardante lo studio delle opere firmate del Medioevo nel Trentino. Nel 2006 ottiene il diploma di Master annuale di primo livello in Beni Culturali Ecclesiastici presso l’Università degli Studi di Bologna e dallo stesso anno è uno degli schedatori dei beni culturali ecclesiastici e degli edifici di culto dell’Arcidiocesi di Trento, all’interno del progetto di censimento nazionale del patrimonio della Conferenza Episcopale Italiana. Alla collaborazione nel campo della catalogazione unisce quella dell’attività didattica per il Museo Diocesano Tridentino e per la Fondazione Museo Storico del Trentino. I suoi numerosi contributi sull’arte sacra del territorio provinciale sono pubblicati in monografie o cataloghi di mostre curati dal Museo Diocesano.

CLAUDIO STROCCHI
Claudio Strocchi, laureato presso l’Università degli Studi di Firenze e frequentato il corso di perfezionamento in Storia dell’arte in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, dal 1995 è in servizio presso la Soprintendenza Beni Culturali della P.A.T. come funzionario con indirizzo storico-culturale. Si occupa di tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio del Trentino.
Tra le sue pubblicazioni, conseguenti ad interventi di restauro promossi e diretti per la Soprintendenza, si ricordano gli affreschi medioevali di San Pietro in Bosco ad Ala, l’ancona lignea della Assunzione della Vergine realizzata dai fratelli Olivieri a Condino, gli affreschi trecenteschi scoperti nella chiesa di San Carlo a Pergine Valsugana e quelli di Palazzo Wetterstetter di Calliano.

CARLO ANDREA POSTINGER
Medievista, ha operato per molti anni anche nel campo degli scavi e delle ricerche archeologiche, interessandosi particolarmente alla conoscenza degli edifici storici e all’analisi del costruito, mediante l’esame e l’interpretazione della stratigrafia muraria degli elevati, con particolare attenzione all’architettura fortificata.
Attivo oggi nel campo della ricerca archivistico – documentaria, è autore tra l’altro di studi e pubblicazioni relativi a castelli, palazzi e chiese del Trentino, nonché a taluni aspetti di storia locale. In ambito museale collabora all’allestimento di iniziative espositive contribuendo anche alla produzione di supporti didattici e multimediali. Relatore in incontri scientifici e corsi di formazione, oltre che in numerose conferenze, nonché docente presso istituti di educazione degli adulti, ha condotto alcuni programmi radiofonici e partecipato in video a produzioni televisive e documentaristiche. Affiliato a diverse associazioni culturali, è Accademico degli Agiati e membro della Società di studi trentini di Scienze storiche.

WALTER LANDI
Ha compiuto i propri studi a Freiburg i.Br e a Trento, dove nel 2002 si è laureato in Lettere moderne, conseguendovi poi, nel 2006, il Dottorato di ricerca in Studi storici. Per diversi anni collaboratore di ricerca in Storia medievale e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia, Storia e Beni culturali dell’Università degli Studi di Trento, dal 2014 lavora presso l’Archivio provinciale di Bolzano. All’attivo ha numerose pubblicazioni dedicate soprattutto alla storia del territorio trentino-tirolese fra X e XIII secolo, alle dinastie comitali di area alpina fra alto e basso medioevo, al fenomeno dell’incastellamento, alla storia ecclesiastica locale, nonché a singoli aspetti della storia dell’arte regionale. Affiliato a diversi sodalizi culturali, egli è socio ordinario dell’Accademia Roveretana degli Agiati di Scienze, Lettere ed Arti, della Società Italiana degli Storici medievisti, dell’Istituto Italiano dei Castelli, della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche e del Tiroler Geschichtsverein, nonché membro dei consigli direttivi del Südtiroler Burgeninstitut e del Museumsverein Bozen.

castello di Beseno