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capitalismo e feudalesimo

 

Alcuni attenti studiosi affermano oggi: “Gli storici devono smetterla di considerare il capitalismo come un progresso rispetto al feudalesimo. Il feudalesimo poteva evolvere verso il benessere perfezionando gli strumenti produttivi, da un lato, e compiendo una riforma agraria dall’altro, tale per cui i contadini fossero veramente padroni della loro terra, così come tutti gli artigiani, associati in cooperativa, avrebbero dovuto esserlo della loro corporazione, e gli operai della loro manifattura. Non c’era alcun bisogno di sconvolgere un sistema produttivo sostanzialmente legato alla natura con un sistema produttivo così artificiale e disumano. Il capitalismo ha provocato dei guasti d’incalcolabile portata: ha separato il lavoratore dai mezzi di produzione (rendendo tutta la vita sociale e privata profondamente alienante); ha separato il produttore dal consumatore, mettendo quest’ultimo nelle mani dell’altro; ha subordinato tutto alla logica del profitto e dell’interesse (rendendo cinici i rapporti umani); ha creato delle istituzioni statali, burocratiche e amministrative, politiche, giudiziarie e militari che tolgono agli individui qualunque forma di libertà, di sicurezza e di responsabilità; ha saccheggiato le risorse di interi Paesi, regioni e continenti senza dare nulla in cambio, se non tutte quelle cose che servono ad arricchire le grandi company (la maggior parte anonime) delle metropoli occidentali”.

Si assisterà infatti nei prossimi secoli, passato questo breve periodo umanistico a qualcosa di ancor più aberrante: allo sfruttamento dell’uomo, alla schiavitù coloniale, allo sfruttamento di donne e bambini; tutti sacrificati alle nuove industrie e al benessere opulento di pochi.
Il liberismo arrivera’ con ogni mezzo a disposizione (apparentemente legale) a concentrare il potere in un piccolo numero di persone che la stessa idea-concetto di liberismo perderà significato quando iniziò a oltrepassare alcuni limiti; e i limiti sono quelli che impediscono prima a un piccolo, poi a un medio e infine anche a un grande imprenditore di muoversi sul piano concorrenziale verso chi ha ormai raggiunto il monopolio di una produzione o di un servizio, e stronca sul nascere ogni attacco al proprio dominio (industria, banche, servizi ecc. che spesso sono un unica cosa).

fonte: Cronologia.leonardo.it

memoria e creatività


 

Il linguista svizzero, Ferdinand de Saussure (Ginevra 1857-1913), comprendendo che una idea si trasmette tramite un suono, un gesto od un grafico ecc… e viceversa un segnale si trasforma in pensiero, suddivise l’informazione relativa alla ricezione del linguaggio in informazione “significante” ( i ) quale fattore fisico e suo “significato” ( s ) quale fattore mentale.
Successivi studi  sulla “relazione  semantica ”   tra  ( i )  ed  ( s )  hanno messo in evidenza che non sussiste un passaggio diretto tra informazione e suo significato ma che esso è articolato in funzione dell’immaginario (im).

Il così detto “triangolo semantico” è quindi individuato da:

( im)
( i )
( s )

là dove l’immaginario è composto dalla informazione memorizzata in precedenza ( i ‘ ) che costituisce il riferimento mentale esterno e dalla memoria genetica ( g – espressa interiormente, differente per ciascuno di noi ), che si integrano nel cervello.  ( im =   i’  + g ).

L’immaginario costituisce pertanto la impronta determinante della costruzione dell’EGO con il quale  esprimiamo  la nostra peculiare personalità la quale  viene a formarsi come integrazione tra la informazione  genetica e  quella derivata dall’apprendimento.

Il riferimento all’immaginario significa in sostanza che interpretiamo un dato evento informativo sulla base dell’immagine integrata, tra le capacità intuitive e quelle esperite, che abbiamo memorizzato sulla base delle precedenti  relazioni tra noi ed il mondo esterno.

Paolo Manzelli informazione e cervello
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biografia

pensieri

“L’effetto della filosofia è la salute della ragione. Dato però che la salute umana è un continuo ammalarsi e guarire di nuovo, con la semplice dieta della ragione pratica non è ancora risolto il problema di mantenere quell’equilibrio che si chiama salute e che sta sospeso sulla punta di un capello: perciò la filosofia deve agire terapeuticamente come un medicinale per il cui impiego sono necessari dispensatori e medici (questi ultimi, ossia i filosofi, sono anche i soli legittimati a prescriverne l’uso). ”

IMMANUEL KANT, Annuncio della prossima conclusione di un trattato per la pace perpetua in filosofia, 1796

glocale, la capacità di coniugare e conciliare il locale con il globale

“Le identità sono vestiti da indossare e mostrare,

non da mettere da parte e tenere al sicuro.”

Zigmunt Bauman

vallagarina

I castelli di Beseno e la Pietra nel paesaggio lagarino


Interessantissimo articolo di Annibale Salsa (etnologo e presidente CAI) su territorio e turismo, tra identità e aspirazioni locali.

Ecco alcuni concetti trascritti dall’intervento pronunciato da Annibale Salsa a Isera, lo scorso 18 giugno, all’interno del convegno «Pro Loco: identità e territorio per il turismo della Vallagarina», promosso dalla Federazione Trentina Pro Loco e loro Consorzi e dalla Pro Loco della Vallagarina.

“Costruiamo differenze: non attraverso logiche di stampo paesano, perché questo non è vincente – tutto a colpi di sagre, appunto di deja-vu – ma portando il turista a valorizzare quello che è lo specifico di quel territorio; quello che è il precipitato dell’anima, permettetemi di usare questa espressione, di quel territorio.”

“L’agricoltura vitivinicola è l’elemento con più valore aggiunto di questo fattore del paesaggio culturale. Oggi i turisti vanno alla ricerca del paesaggio culturale: la cosa più significativa credo sia proprio questa e nelle Alpi abbiamo tanti esempi di paesaggio culturale. Il tema del paesaggio agrario, nel vicino Alto Adige, è stato recepito alla grande, perché l’elemento «A» dell’agricoltura non è dissociato dall’elemento turismo e da altre componenti.”

l’articolo di Annibale Salsa è stato pubblicato sul quotidiano l’Adige.it

 

approfondimenti:
la Glocalizzazione su Wikipedia

 

Occupazione – Ambiente – Turismo

4 articoli di Questotrentino che parlano di sviluppo del territorio, ambiente e conoscenza storica.
Tanto materiale quasi da farlo diventare un bel tavolo di lavoro, parlando anche di Reti e collaborazioni.

Attraverso le Alpi, tranquillamente.
Un’iniziativa per promuovere un turismo sostenibile.
intervista a Marcella Morandini, giornalista

Credo che occorra impegnarsi affinché gli amministratori, gli operatori e la popolazione si rendano conto che è necessario cercare alternative ai modelli attuali. Il patrimonio naturale costituisce la base su cui si fonda l’offerta turistica. Preservarlo è l’unico agire lungimirante, se vogliamo che il territorio abbia ancora qualcosa da offrire al turista, ma prima di tutto a noi che lo abitiamo. Costruire strade sempre più larghe e veloci consente alla gente di città di arrivare più in fretta e, paradossalmente, di fermarsi meno. Inoltre, in questo modo, poco passa del valore aggiunto che la montagna può dare all’uomo di oggi e cioè il contatto con l’ambiente naturale che deve avvenire in maniera lenta, muovendosi il più possibile a piedi e in silenzio, amalgamandosi con la natura e non entrandoci a forza.
Credo fortemente nella possibilità di costruire uno sviluppo capace di futuro, opposto al ‘modello unico’. Uno sviluppo che interessi anche i territori marginali e che sappia valorizzarne le potenzialità, dando prospettive concrete a chi vuole continuare (o tornare) a vivere e lavorare in montagna.
Uno sviluppo che passa anche attraverso la promozione di forme di turismo non tradizionale, che sappiano valorizzare le diversità dei territori e tenere conto delle culture locali, formando una nuova cultura del turismo, della fruizione del territorio e della mobilità. ‘SuperAlp!’ ha dimostrato che è possibile vivere e scoprire le Alpi in modo diverso, più intenso, apprezzando appieno le differenze e le peculiarità di ogni località. Mi auguro che questo impegno e questa partecipazione possano tradursi anche in un modo diverso di vivere e fare turismo nelle nostre montagne.
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Valle dei Mocheni,quando l’incanto sparisce.
Che senso ha voler vendere una “valle incantata” ad un turismo mordi e fuggi?

di Sandro Gottardi

Volendo fare una provocazione mi verrebbe da dire che se si vuole investire veramente sul patrimonio che la valle possiede e cioè la storia, la gente e l’ambiente che la caratterizza, occorrerebbe pensare a qualcosa che anche nel concreto sostenga e valorizzi questi aspetti e rilanci un’economia locale che prima di ogni altra cosa punti a invertire la tendenza all’abbandono del territorio anche in una prospettiva di turismo sostenibile e culturale.
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Prima il lavoro e poi l’ambiente?
di Luigi Casanova

Da una lettera collettiva spedita alle redazioni dei giornali trentini: “Si accusano gli ambientalisti di non prestare alcuna attenzione alla necessità di salvaguardare i posti di lavoro e di pensare solo alla tutela del paesaggio e della fauna selvatica”
continua

 

Difesa delle Alpi e buoni affari.
Come combattere con successo l’omologazione industriale dell’agricoltura.

di Luigi Casanova

Al di là delle Alpi le migliori energie vengono investite per coinvolgere le popolazioni nei processi decisionali.
Nelle Alpi italiane, come del resto in Trentino, si preferisce invece mantenere il cittadino rinchiuso nel suo appartamento, discutere di territorialità e di autonomia senza permettergli di comprendere il significato reale di questi termini, senza aiutarlo a crescere all’interno di un processo formativo collettivo.
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