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VOCI DALL’INTERNO

spettacolo teatrale

di e con Emma Deflorian, Laura Gasperi e Sara Maino

Una co-produzione Associazione  teatrale Arjuna e Festival Portobeseno

LUNEDI 14 AGOSTO 2006

San Sebastiano di Folgaria- mappa

inizio spettacolo ore 21.30 circa

 

Forse i miei anni migliori sono finiti.

Ma non li vorrei indietro.

Non con il fuoco che sento in me ora.

Samuel Beckett

 

 

Il racconto si appoggia alla memoria, come la testa al guanciale. E se ne toglie subito dopo, risvegliato da suggestioni e sensi di un femminile in ricerca.

Il racconto di una donna di montagna, Annetta Rech, è lo spunto per narrare fatti di vita in un angolo di natura e, forse, sciogliere nodi di un tempo interiore.

Ricordi come lampi che desiderano essere accolti ed ascoltati, per osare e ri-creare il mondo a partire da un frammento di storia umana mai posato.

Questo spettacolo è dedicato ad Annetta.

 

VOCI DALL’INTERNO

Nuovo appuntamento della rassegna di teatro di Portobeseno che questa volta viene ospitata nel magnifico palcoscenico naturale di Mezzomonte di Folgaria, presso l’Azienda Agricola La Fonte, località Gruim.

Il particolare scenario naturale favorisce il contatto del pubblico con l’ambiente, e lo pone nelle condizioni di poter riassaporare il gusto della partecipazione all’antico rito del teatro.
Un pullman porterà gli spettatori da Calliano fino all’imboccatura del sentiero e da qui a piedi verso l’anfiteatro naturale. E’ prevista una degustazione a fine spettacolo a cura dell’Azienda Agricola La Fonte.

VOCI DALL’INTERNO

spettacolo teatrale
di e con Emma Deflorian, Laura Gasperi e Sara Maino
a cura dell’Associazione teatrale Ariuna, Tesero

GIOVEDI 06 LUGLIO
Azienda agricola La Fonte – Mezzomonte di Folgaria – Loc. Gruim
inizio spettacolo ore 21.30 circa

servizio autobus (50 posti) gratuito con corsa unica in partenza da Calliano presso bivio Calliano-Folgaria (piazzale distributore carburante) – partenza 20.45 circa – ritorno 23.30 circa .

per le caratteristiche ambientali del luogo che ospita lo spettacolo (prato, altitudine di 800 mt) è richiesto abbigliamento adatto (scarpe sportive e giacca a vento, torcia elettrica se possibile).

ingresso gratuito

Info
APT rovereto > tel 0464 430363 – info@aptrovereto.it

Forse i miei anni migliori sono finiti.
Ma non li vorrei indietro.
Non con il fuoco che sento in me ora.

Samuel Beckett

Il racconto si appoggia alla memoria, come la testa al guanciale, ma se ne toglie subito, risvegliato da un’incursione dell’adesso, da suggestioni e sensi di un femminile in ricerca.
La memoria di una donna di montagna, Annetta Rech, è lo spunto per narrare fatti di vita in un angolo di natura e forse sciogliere nodi di un tempo interiore. Ricordi come lampi che desiderano essere accolti ed ascoltati, per osare e ri-creare il mondo a partire da un frammento di storia umana mai posato.

Vagando nei sogni
La notte m’inganna,
il giorno mi ricrea.

Mesa Selimovic

per saperne di più sull’Azienda Agricola La Fonte – Folgaria
sito ufficiale
Rispettando i ritmi della natura, e non del mercato, di Andrea Semplici

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Il Castello dei destini incrociati

A cura da Davide Ondertoller, in collaborazione con Laura Gasperi e Sara Maino, e Antonio Zoppetti (http://linguaggioglobale.it, http://.zop.splinder.com).

L’installazione è composta da una installazione video e da un progetto web realizzato in collaborazione con la rete nazionale dei blog.

Polveriera – Castello di Beseno

Utilizzando un progetto web (grazie alla collaborazione di blog), accanto a dati storici certi, verranno ri-create le personalità dei componenti dell’albero genealogico della famiglia Trapp, proprietaria del castello di Beseno fino al 1972.  Il progetto denominato “Il castello dei fantasmi incrociati” potrà essere consultato sul web, scaricabile in versione Pdf e verrà offerto in versione cartacea ai visitatori dell’installazione.

L’installazione nella Polveriera del Castello è composta da un video: la video intervista al conte Johannes Trapp  è associata a immagini che conducono all’identità e ai luoghi della famiglia.
L’installazione vuole indurre riflessioni attorno a concetti come Identità e Famiglia.

Il nostro albero genealogico da un lato è la trappola che limita i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita materiale… dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori.

Alejandro Jodorowsky – Quando Teresa s’arrabbiò con Dio

La storia del nucleo familiare può essere raccontata dall’albero genealogico, dallo studio storico basato su documenti e scritti. Poco sappiamo però dei sentimenti e dei desideri che hanno popolato le singole persone che compongono attraverso la linea parentale gran parte dell’identità e della cultura di una persona.

La personalità si forma nella cultura, e non può farne a meno. Il ruolo della famiglia sta proprio nel formalizzare e conservare i ruoli simbolico-concreti. Ed è per questo che i legami fra i membri della famiglia si sono tanto spesso configurati come legami distruttivi. Il ruolo attribuito dalla società diventa così un marchio (in cui l’individuo si identifica) senza nessuna possibilità di uscirne perché è la base stessa della cultura. La famiglia è simbolo stesso del Potere in tutte le sue forme.

Non siamo forse stati limitati o arricchiti proprio dai sogni e dalle aspirazioni dei nostri genitori e parenti? Cosa è importante allora per l’individuo? Saper storicizzare un evento contemporaneo o possedere un equilibrio nell’interpretare il reale, fatto anche di sentimenti e valori? Se ripensiamo infatti alla nostra vita ci accorgiamo che alcuni eventi e vicissitudini personali sono più importanti di concomitanti avvenimenti mondiali.
Vi è un possibile rapporto tra memoria e speranza come emozione, passione ed incertezza esistenziale?

Ogni atto straordinario abbatte i muri della ragione. Distrugge la scala dei valori e costringe lo spettatore a giudicare da solo. Agisce come uno specchio: ciascuno si vede con i propri limiti. Eppure questi limiti, manifestandosi, possono suscitare un’improvvisa presa di coscienza.

Alejandro Jodorowsky – La danza della realtà

I testi raccolti nei blog, per quanto riguarda il progetto web, utilizzeranno la struttura narrativa de “Il Castello dei destini incrociati” dove partendo dai tarocchi Italo Calvino pensò di utilizzare le loro figure per produrre dei racconti. I tarocchi venivano utilizzati insomma come “macchina per produrre letteratura”. Calvino utilizza la fantasia come “una specie di macchina elettronica che tiene conto di tutte le combinazioni possibili e sceglie quelle che rispondono a un fine, o che semplicemente sono le più interessanti, piacevoli, divertenti”. E nello stesso testo avvertiva anche “la vertigine dei grandi numeri che si sprigiona da tutte le operazioni combinatorie”. Nel progetto web le combinazioni e gli incastri avverrano utilizzando i persoggi come”link” (collegamento ipertestuale) verso altri personaggi dell’Albero.

Le parole vengono dominate per eliminare da esse l’aggressività e metterle al servizio dello spirito: la finalità del linguaggio è dimostrare il valore dell’anima, valore che è assoluto abbandono.

Alejandro Jodorowsky – La danza della realtà

Utilizzando questa struttura narrativa saranno inventate le personalità, le aspirazioni ed i sogni degli individui che compongono un’intera famiglia. L’albero genealogico stabilirà i legami e le parentele, la letteratura prodotta con il progetto web potrà liberare la fantasia nel descrivere un passato più possibile fiducioso e luminoso.

Bibliografia
Il Castello dei destini incrociati – Italo Calvino
La danza della realtà – Alejandro Jodorowsky
Memorie dell’uomo – Laura Tussi
Il potere della famiglia – Ida Magli
L’identità culturale come progetto di ricerca – Roberto de Mattei