Archivio tag: rassegna stampa

le case delle storie @ Rai Tre TG Regionale

LE CASE DELLE STORIE
narrare il territorio in Alta Vallagarina

laboratorio e archivio di suoni ambientali e memorie orali

installazione interattiva e mostra fotografica

a cura di Sara Maino e Davide Ondertoller

produzione Portobeseno 2013-2014

 

estratto del servizio TG Rai TRE Regionale – 19 gennaio 2014

Volano, Casa Legat, in occasione della presentazione dell’installazione multimediale

 

Puntata del “Settimanale di Rai Tre Regione” Trentino Alto Adige andata in onda il 01.02.2014, dedicata al progetto Le Case delle Storie

Volano, Casa Legat, in occasione della presentazione dell’installazione multimediale

ARCHIVIO LABORATORIO E INSTALLAZIONE
– scheda progetto Le Case delle Storie > Portobeseno
– immagini su Flickr
– video realizzati con questo laboratorio, YouTube
mappa fonti orali in Vallagarina – Narrare il territorio

rassegna stampa Portobeseno festival 2014

Ricette per salvare il paesaggio
di Luca Barbieri
13 giugno 2014 – Corriere Innovazione

Che aspetto e che sentimento esprime il paesaggio dell’innovazione? Oltre cento spettatori-protagonisti, un’intensa narrazione in diretta Twitter attraverso l’hashtag #perdutinelpaesaggio, un museo che diventa paesaggio vivo e spunto di una riflessione collettiva. Il pomeriggio organizzato da Mart e Corriere Innovazione iniziato con la visita alla mostra «Perduti nel
paesaggio» e sfociato in un appassionato talk ha riportato il paesaggio – naturale, urbano, reale e irreale – al centro del rapporto tra l’uomo e il suo divenire moderno. Le opere degli artisti esposte nel Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto nell’allestimento di Gerardo
Mosquera sono state lo spunto virtuale, visivo e poi narrativo di una riflessione a più voci che ha intrecciato filosofia, estetica e il racconto di azioni concrete per la rinascita innovativa del paesaggio.

Paesaggio, globalizzazione, progetto
«Uno dei pregi di questa mostra – ha spiegato il designer Flavio Albanese subito dopo la visita – è un allestimento capace di far perdere il visitatore: e per conoscere veramente un luogo bisogna conoscere veramente un luogo bisogna perdercisi». Secondo il geografo Franco Farinelli «al paesaggio addossiamo il problema del rapporto tra il nostro mondo e quella che sbrigativamente chiamiamo globalizzazione. Oggi il funzionamento stesso del mondo ci costringe a dover ammettere una cosa: che la terra è una sfera. E se la terra è una sfera non c’è più un punto di vista privilegiato. Fra soggetto e oggetto non c’è distanza. Emerge la necessità di ripensamento dei nostri modelli».
«Nessuno sa se riusciremo a usare la nostra competenza simbolica – distintiva del genere umano – per darci dei limiti. Abbiamo i mezzi per cogliere la complessità e la grande bellezza messa in mostra?» si è interrogato Ugo Morelli, psicologo e presidente del master World natural heritage management Unesco di Step. Il direttore di Domus Academy Gianluigi Ricuperati dice che è finalmente «giunto il momento di un progetto planetario. Dobbiamo applicare le categoria della cultura del progetto al nostro pianeta».

Da Centrale Fies a Portobeseno
Il dialogo tra palco e platea si è dipanato attraverso il racconto dell’opera quotidiana di quelle startup culturali che lavorano su e con il paesaggio e il territorio. Virginia Dossi di Centrale Fies ha sottolineato quanto «il nostro lavoro parta proprio dal paesaggio, dal dialogo tra la staticità di una centrale idroelettrica nella quale siamo da una decina d’anni e quello che invece tentiamo di trasformare quotidianamente dal punto di vista artistico. Abbiamo cercato di portare il mondo in un territorio piccolo, che riesce ad accogliere tantissimi cambiamenti e che cambia continuamente». Ultima iniziativa della realtà culturale di Dro è la costituzione di un «Hub Cultura. Fies_Core», uno strumento di aggregazione e diffusione per la definizione di nuovi scenari imprenditoriali nell’ambito delle industrie creative. Dalla centrale al castello, Davide Ondertoller, ideatore del festival dedicato ai paesaggi sonori di Portobeseno (il via proprio il 20 giugno), ha trasformato Castel Beseno in un laboratorio che fa convivere suoni e ricerca storica. «Noi siamo partiti dieci anni fa in questo castello che è un balcone affacciato sul paesaggio trentino e che rappresenta anche uno spartiacque. Siamo partiti con l’idea di fare ricerca storica, poi ci siamo accorti che la ricerca in sé era sterile e abbiamo iniziato a fare rete con il territorio, a scrivere storie nella geografia a tornare a quella cura del paesaggio che era
benessere collettivo. Trasmettere ai bambini le storie del territorio significa salvaguardarlo».

Paesaggio come stato d’animo
Una pioggia di esperienze e stimoli in una cornice unica messa a disposizione dal Mart diretto da Cristiana Collu. Le conclusioni della serata – che il moderatore della serata Cristiano Seganfreddo ha definito un «editoriale» – sono state affidate a Giuseppe Di Piazza, responsabile editoriale di Corriere Innovazione. «Il paesaggio ci ha sempre stimolato e l’uomo ha da sempre cercato di cambiarlo. Di fronte a un paesaggio ci dobbiamo sempre questa domanda: è un paesaggio vero o è un paesaggio artefatto? I paesaggi molto più dei ritratti sono opere che stimolano i nostri sentimenti, influiscono sulla nostra vita quotidiana.
Nell’Italia post bellica purtroppo i più  grandi paesaggisti italiani sono stati i geometri ma il paesaggio che ho visto qui è una bellissima rappresentazione poetica: quasi uno stato d’animo».

comunicato stampa > PORTOBESENO 2013

LA RICERCA CREATIVA DI PORTOBESENO SU SUONI AMBIENTALI E MEMORIA ORALE, TRA WEB E TERRITORIO

Venerdì e sabato prossimo il castello di Beseno ospita la nona edizione del festival Portobeseno. Anche quest’anno la rassegna indaga i suoni ambientali e la memoria orale della Vallagarina interagendo con musica elettronica, installazioni e laboratori didattici.

info rassegna SORGENTI LIBERE 2013 > PORTOBESENO FESTIVAL

SORGENTI LIBERE 2013

COMUNICATO STAMPA DEL 10 GIUGNO 2013

Portobeseno dopo ben 8 anni di tenace ricerca tra suoni ambientali e la memoria orale è felice di constatare che tale sperimentazione sta conquistando sempre più interesse e spazi anche in regione: ne è un esempio che, in concomitanza con Portobeseno, la curatrice roveretana basata a Londra Lucia Farinati è stata invitata a Rovereto dal festival Futuro Presente per realizzare un workshop dedicato a queste tematiche!

Dal 2005 il progetto Portobeseno sostiene una ricerca basata sulle fonti orali, sui suoni ambientali e la loro rappresentazione utilizzando geografia e social network. Un modo per raccontare il paesaggio attraverso la memoria e la ricerca raccolta sul campo di suoni e voci. Interagire concretamente con la comunità locale raccontandola con questi elementi significa promuovere un processo di consapevolezza e di appartenenza ad un territorio. Dai laboratori di memoria orale promossi con l’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina (quest’anno il progetto si chiama “le case delle storie”) dove bambini e anziani interagiscono per creare geografie alle rappresentazioni artistiche degli archivi sonori offerte da ricercatori e musicisti che aderiscono al progetto Portobeseno.

Alcuni giorni fa, nell’ambito del Simposio Internazione “Sound Diaries” tenutosi a Oxford, sono state presentate le ricerche e l’archivio creato da Portobeseno durante il progetto #borgosmaria dedicato al quartiere di S.Maria di Rovereto. Il progetto Portobeseno entrerà a far parte della pubblicazione dedicata agli atti del convegno inglese.

Il progetto #borgosmaria 2012-2013 consiste nella raccolta sul campo di suoni caratteristici del quartiere, di testimonianze e memorie orali con le interpretazioni creative degli allievi dell’Istituto Depero sulla vita e i mestieri artigianali del borgo; la ricerca è finalizzata in particolare alla realizzazione di una mappa web.

Lo stesso progetto verrà presentato a fine giugno 2013 ad Oberhausen in Germania in occasione del Simposio Internazionale del Paesaggio Sonoro. Su invito della fondazione FKL Italia i curatori del progetto Portobeseno saranno presenti per illustrare le metodologie utilizzate per scoprire un territorio utilizzando l’ascolto e le geografie virtuali.

Portobeseno vi aspetta a castel Beseno venerdì e sabato prossimo con il Conservatorio Bonporti Trento, Soundbarrier, Parafonisti del Baldo, Tinnitus Lab Bolzano, Pop_X, Concrete Bologna Elettroacustica e Pilltapes. Tra sperimentazioni, web, suoni e voci del territorio.

rassegna stampa portobeseno 2013

AGGIORNAMENTO
ARCHIVIO COMUNCAZIONE FESTIVAL 2013

Percezione, creatività, condivisione: nostalgia del futuro
PORTOBESENO
recensione di Giancarlo Sciascia della fondazione ahref

 

galleria fotografica e rassegna stampa e fotografie EDIZIONE 2013

manifesto FESTIVAL 2013

ALTRE IMMAGINI presentazione edizione 2013
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Narrare un luogo: Portobeseno Festival

(…) Di fatto, non esiste una città, un villaggio, una zolla di terra che porta il nome di Portobeseno. Esiste Besenello, questo sì, che è uno dei centri protagonisti di questo festival unico sul territorio nazionale. L’idea di aggiungere la parola “porto” al titolo della manifestazione mi fa pensare ad un bacino dove accadono fatti, esperienze, azioni, incontri. Un’area identificabile con latitudine e longitudine precise dove potersi ancorare e scoprire nuovi orizzonti.
 
A mio parere, non è possibile definire Portobeseno unicamente come festival. Indubbiamente conserva le caratteristiche di un appuntamento regolare negli anni, attivo ormai dal 2005 e prossimo alla sua settima edizione nel 2012, ma le modalità di lavoro e l’approccio strizzano l’occhio a processi di partecipazione e condivisione tipici dell’arte pubblica vera. Come ne abbiamo parlato sino ad oggi. (…)
 
continua a leggere la recensione di Clara Buzzi su potatopiebadbusiness.com
 
 
Schermata mypicsmap / flickr
una mappa di Portobeseno (visualizzazione geolocalizzata dell’archivio Flickr)
 
 

immagini dal laboratorio Narrare il Territorio in Alta Vallagarina – 2011