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LA MEMORIA DEL LEGNO

PORTOBESENO
viaggio tra fonti storiche e sorgenti web
edizione 2012

presenta

LA MEMORIA DEL LEGNO
concerto di musica elettroacustica
di Stefano Zorzanello

Besenello, centro storico
venerdì 11 maggio 2012, ore 20.30

info@portobeseno.it > mob 340 555 45 16

 

LA MEMORIA DEL LEGNO

 

In occasione del primo “Simposio di scultura di Besenello 7-11 maggio 2012” il festival Portobeseno propone un originale progetto dedicato ai suoni ambientali e alla memoria orale.
Il progetto prevede la residenza artistica del musicista sound designer Stefano Zorzanello che affiancherà l’attività degli scultori con registrazioni sonore ambientali e brevi interviste audio. Scalpelli e motoseghe, micro suoni e paesaggi sonori, ricordi e memorie degli artisti del legno saranno registrati e catalogati, presentati infine nella performance sonora dove saranno proposte particolari situazioni immersive alla scoperta dei suoni e delle storie offerti dalla lavorazione del legno.

STEFANO ZORZANELLO
Compositore, flautista, sassofonista, laptop player e sound designer, nato a Vicenza nel 1969.
Ha svolto attività di ricerca in Italia, Australia e Portogallo producendo audiodocumentari per RadioRAI, audioinstallazioni per musei, musica per la scena in opere dirette da J.Grosso e G.B.Corsetti. Le sue composizioni sono state eseguite da Mistress, Fred Frith Guitar Quartet, Eva Kant Ensemble, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Strumentisti dell’Arena di Verona. Vive attualmente a Catania dove ha fondato il Sicilian Soundscape Research Group, negli ultimi anni si dedica ad attività di ricerca ed insegnamento nel campo dei soundscape studies, environmental music ed ecologia acustica.

 

IN COLLABORAZIONE CON
Provincia Autonoma di Trento – Assessorato alla Cultura
Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
Comune di Besenello
Consorzio BIM Adige
Cassa Rurale Alta Vallagarina
Comunità della Vallagarina
Associazione Libero Pensiero
Associazione Calliano Freska
Gruppo Giovani Besenello

 

DOWNLOAD

LOCANDINA presentazione Simposio Scultura Besenello 7-11 maggio 2012

LA MEMORIA DEL LEGNO flyer PDF concerto PORTOBESENO > Zorzanello

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Community Sync – audio installazione

Community Sync
porta scura
installazione sonora acusmatica
di Stefano Zorzanello

 

COMMUNITY SYNC / Stefano Zorzanello by Portobeseno

 

Il canto del gallo e la campana della chiesa sono due esempi di soundmark, marcatori sonori del paesaggio che da secoli fino al passato recente, ed in parte anche oggi, fungono da sincronizzatori sociali. Sono suoni a cui siamo abituati e che appartengono se non al vissuto di tutti, (per chi è nato ed ha sempre vissuto nelle metropoli), almeno all’immaginario, al mondo del racconto orale o letterario, ma non si tratta di suoni qualsiasi e nemmeno soltanto di suoni che “significano qualche cosa” (suoni segnale), bensì si tratta di suoni che agiscono sul comportamento sociale della comunità, che in qualche modo ne hanno dettato il ritmo dei comportamenti e delle azioni. La sveglia del mattino, la scansione delle ore, il tempo del lavoro e della preghiera, della pausa e del ritiro alla vita domestica. L’udito è il primo senso che si attiva al risveglio e l’ultimo che si abbandona al sonno e il canto del gallo in particolare è ciò che rappresenta l’inizio di un aprirsi dei nostri sensi alla giornata, a mondo della veglia rispetto al mondo del sonno e del sogno; in un certo senso il canto del gallo costituisce una porta nel dominio del tempo quotidiano, come una porta che segna un confine spaziale. Ecco perché abbiamo collocato questa installazione nel varco spaziale vero e proprio che segna l’ingresso alla residenza dei signori del castello. La campana dal “canto” suo, stabilisce una scansione ciclica, più fitta, ritmata da una diversa regolarità, legata all’azione dell’uomo per la precisa volontà di segnalare il passare delle ore e del tempo, di particolari eventi (feste e occasioni liturgiche particolari, matrimoni, funerali, segnalazioni di pericolo come nel caso degli incendi).
Community Sync indaga esteticamente attraverso la riproposizione di field recordings effettuate da Davide Ondertoller nel territorio di Caliano, ed una loro manipolazione e trattamento creativo, questa dimensione di passaggio nel tempo, di passaggio tra il sonno e la veglia, il ricordo del sogno e la realtà sensibile del quotidiano, il senso del tempo che passa giorno dopo giorno e ogni giorno al suo interno, come qualcosa che è insieme fisso e mobile al tempo stesso.
Scrive René Daumal fra gli appunti ritrovati postumi per il suo ultimo celebre romanzo, rimasto incompiuto, “Il monte analogo”:”Il gallo che squilla nel latte dell’alba crede che il suo canto generi il sole. Il bambino che urla in una camera chiusa crede che le sue grida facciano aprire la porta. Ma il sole e la madre seguono le vie tracciate dalle leggi del loro essere. Ci hanno aperto la porta quelli che vedono noi mentre noi non possiamo vederci, rispondendo con generosa accoglienza ai nostri calcoli puerili, ai nostri desideri instabili, ai nostri piccoli e maldestri sforzi”.

 

 

 

SONUS LOCI

PORTOBESENO 12 settembre 2009

incontro-installazione multifonica per voci autoctone e ambiente sonoro della Vallagarina

di Stefano Zorzanello

Castello di Beseno, bastione centrale
sabato 12 settembre 2009

 

Sonus Loci propone la restituzione di un’indagine estetica, “sul” suono ma soprattutto “nel” suono della Vallagarina. Attraverso un ascolto “dislocato” e simultaneo, grazie alla presenza di differenti dispositivi d’ascolto, diversi per dimensione e numero, (quasi a riproporre l’aspetto micro e macro del paesaggio sonoro in cui viviamo), ri-sperimenteremo il paesaggio sub specie acustica, focalizzando la nostra attenzione sui suoni tonici, basali e costanti, e sui suoni-segnale, sulle impronte-marcatori sonori, suoni della comunicazione sociale e comunitaria. I suoni saranno proiettati nello spazio da normali diffusori da concerto, e da piccoli diffusori appesi a palloni ad elio galleggianti nell’aria, come mini-mond che propongono con le loro microstorie e timbri dettagli e voci del tessuto sonoro e sociale della valle. L’azione-installazione si spingerà fino al tentativo di rappresentare sia alcuni ‘”Effetti sonori” colti in alcuni manifestazioni possibili (metabole, incastro, ubiquità, iperlocalizzazione) intesi come punto d’incontro tra oggetto sonoro, ascoltatore e il contesto fisico, sia alcuni “Eventi sonori”, intesi come ascolto dei suoni e del loro significato in relazione al paesaggio in cui sono inseriti. Un’azione “nel” suono dunque e non soltanto “sul” suono, partendo dalla consapevolezza che dal punto di vista acustico, ogni evento si sovrappone a ciò che già esiste, sia esso suono o “silenzio”, in un determinato ambiente. Questo “qualcosa che già c’è”, spesso anche se non sempre, fornito dal “noi” – esseri sonori – nel “qui ed ora” sonoro, sarà fatto emergere, attraverso microfonatura, trattamento, e per effetto di accumulo e sottrazione, come ulteriore elemento di dialogo nella nostra percezione. Il dialogo sarà quindi il frutto delle combinazioni tra il sè e l’altro da sè, tra il noi e gli altri, tra il qui, il qui-vicino, il lontano-da-qui, tra l’ora, il prima, il dopo. Spazio, tempo e soggetto (comunità) in cui il Castello, come dice Davide Ondertoller, sembra operare come sentinella posta sul paesaggio, non tanto più a proteggere la comunità da improbabili incursioni nemiche ma a proporre nuove forme di comprensione, aggregazione e coesione sociale.

http://www.portobeseno.it/2009/sonusloci.html