{"id":525,"date":"2007-03-15T14:11:00","date_gmt":"2007-03-15T13:11:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=525"},"modified":"2007-03-15T14:11:00","modified_gmt":"2007-03-15T13:11:00","slug":"panopticon-immagini-di-videocamere-di-sorveglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=525","title":{"rendered":"Panopticon, immagini di videocamere di sorveglianza"},"content":{"rendered":"<p>da <a href=\"http:\/\/www.neural.it\/\" target=\"_blank\">Neural.it<\/a><\/p>\n<p>Gli ultimi anni hanno visto un incremento significativo delle telecamere di video sorveglianza a circuito chiuso negli spazi pubblici. Le videocamere ci scrutano dagli angoli dei palazzi, dalle macchine ATM, dai semafori, immortalando ogni movimento a beneficio della polizia e delle guardie di sicurezza.<\/p>\n<p>L&#8217;efficacia di questi dispositivi in termini di riduzione dei crimini \u00e8 dubbia e i casi di abuso da parte delle autorit\u00e0\u00a0 sia pubbliche che private hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo al monitoraggio video nei luoghi pubblici. Il Web 2.0 offre l&#8217;opportunit\u00e0\u00a0 di discutere dell&#8217;argomento su <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/groups\/panopticon\/pool\/27245637@N00\/\" target=\"_blank\">Flickr <\/a>attraverso un progetto chiamato &#8220;<a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/groups\/panopticon\/pool\/27245637@N00\/\" target=\"_blank\">Panopticon: Pictures of Surveillance Cameras<\/a>&#8220;\u009d. Non c&#8217;\u00e8 dubbio sul fatto che la video sorveglianza degli spazi pubblici costituisca un&#8217;invasione della dimensione privata. Ma il vero problema sta nell&#8217;indecisione relativa al possesso delle registrazioni e a chi abbia il diritto di vederle. Molte delle videocamere di sorveglianza sono private. Banche, uffici e grandi magazzini sono costantemente impegnati nel monitoraggio dei loro esercizi e dello spazio pubblico adiacente ad essi. Le registrazioni fatte sono di loro propriet\u00e0\u00a0 e possono essere archiviate, trasmesse o vendute ad altri senza permessi, liberatorie o pagamenti delle persone coinvolte. Allo stesso modo il girato dei dipartimenti di polizia dovrebbe essere considerato &#8220;registrazione pubblica&#8221;\u009d e pertanto a disposizione dei singoli, delle societ\u00e0\u00a0 e delle agenzie governative.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;\" src=\"http:\/\/files.splinder.com\/5ba13f7c1705f7f0b7ed1446fb0b6940.jpeg\" alt=\"380852707_0dfdc370cc_t\" \/><\/p>\n<p>E&#8217; provato poi che la CCTV no riduce il crimine ma lo sposta verso aree non viste. &#8220;Se non hai fatto nulla di sbagliato, non hai niente da nascondere&#8221;\u009d \u00e8 la difesa standard in favore della CCTV. La progressione logica di questa argomentazione \u00e8 che solo le persone &#8220;cattive&#8221;\u009d hanno segreti, perci\u00f9, per provare la propria onest\u00e0 , la polizia e le autorit\u00e0\u00a0 devono conoscere tutto ci\u00f9 che riguarda i privati cittadini. Tuttavia chiunque ha diritto alla privacy. Ed \u00e8 per questo, ad esempio, che This is why The Institute for Applied Autonomy (IAA), un&#8217;organizzazione organizzazione per la ricerca tecnologica e lo sviluppo dedicata alla causa dell&#8217;auto-determinazione del singolo e della collettivit\u00e0 , ha creato iSee, una applicazione web che traccia le collocazioni delle camere di sorveglianza negli ambienti urbani. L&#8217;intento di questi progetti \u00e8 evidentemente provocatorio, ma mostra comunque un trend nel web 2.0 legato a una questione tuttora irrisolta: siamo liberi prigionieri di un mondo Panopticon?<\/p>\n<p><em>Valentina Culatti <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Neural.it Gli ultimi anni hanno visto un incremento significativo delle telecamere di video sorveglianza a circuito chiuso negli spazi pubblici. Le videocamere ci scrutano dagli angoli dei palazzi, dalle macchine ATM, dai semafori, immortalando ogni movimento a beneficio della polizia e delle guardie di sicurezza. 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