{"id":536,"date":"2007-04-06T11:02:00","date_gmt":"2007-04-06T10:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=536"},"modified":"2007-04-06T11:02:00","modified_gmt":"2007-04-06T10:02:00","slug":"una-proteina-del-cervello-induce-il-blocco-della-formazione-dei-nostri-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=536","title":{"rendered":"Una proteina del cervello induce il blocco della formazione dei nostri ricordi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\">Uno studio canadese su ratti di laboratorio trova la chiave di tutte le mnemotecniche<\/span><\/p>\n<p>Si spegne un gene, si potenziano i ricordi. La super-memoria del topo &#8216;cervellone&#8217;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">CHI CONSIGLIA di circondarsi di profumo di rose durante la notte, chi di rappresentarsi un&#8217;immagine mentale che corrisponda all&#8217;informazione che si vuol ricordare, chi di far ricorso a stimolanti come il guaran\u00e0. E per chi \u00e8 proprio alla frutta non resterebbe che legarsi un nodo al dito. Un &#8216;fiore da coltivare&#8217;, dalle radici saldamente ancorate nell&#8217;inconscio, almeno cos\u00ec abbiamo creduto che funzionasse la memoria fino a quando gli scienziati non hanno cominciato a studiarla, per mostrarcene il complicatissimo organizzarsi fondato sulle connessioni nervose tra neuroni, le sinapsi. Un processo delicatissimo che, quando fallisce, pu\u00f2 dar luogo anche a patologie gravi. Lo sanno bene i malati di Alzheimer. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Da oggi, tutti gli sforzi per potenziarla sembrano legati ad un unico gesto: &#8216;spegnere un interruttore&#8217;. Un gruppo di ricercatori dell&#8217;universit\u00e0 McGill di Montreal, in Canada, guidati dal professore uruguaiano Mauro Costa-Mattioli, ha infatti scoperto che rendendo inattivo un gene si riescono a potenziare smisuratamente le capacit\u00e0 della memoria. &#8220;Si tratta &#8211; spiegano gli scienziati alla rivista Cell &#8211; di una proteina del cervello che induce il blocco della formazione di ricordi&#8221;. Perci\u00f2 eIF2alfa, questo il nome del gene, \u00e8 diventato subito il bersaglio da neutralizzare. Gli scienziati si sono accorti che se riuscivano a spegnerne l&#8217;interruttore, le cavie usate per la loro ricerca mostravano funzioni mnemoniche eccezionali. Cos\u00ec i topolini del laboratorio canadese si sono candidati a diventare i primi topi &#8216;cervelloni&#8217; del pianeta. Una serie di ricerche incrociate ha confermato poi le supposizioni: la proteina eIF2alfa accendendosi mette in azione una molecola che blocca la formazione dei ricordi duraturi. Non appena, infatti, l&#8217;interruttore veniva riattivato quelle facolt\u00e0 speciali svanivano. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">La scoperta ha implicazioni notevoli soprattutto nell&#8217;ambito medico: &#8220;Il prossimo passo inevitabile &#8211; spiegano gli autori della ricerca &#8211; \u00e8 cercare piccole molecole capaci di riprodurre l&#8217;effetto di miglioramento della memoria agendo su questo bersaglio. Se si potesse arrivare a una simile pillola della memoria, si potrebbero trattare patologie come l&#8217;Alzheimer&#8221;. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Ma non solo. &#8220;Se una persona dovesse memorizzare la pagina di un libro dovrebbe leggerla molte volte &#8211; dice Costa-Mattioli &#8211; mentre un individuo equivalente ai topolini &#8216;super-memorizzatori&#8217; potrebbe fissare nella mente quella stessa pagina in un batter d&#8217;occhio&#8221;. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">La memoria \u00e8 da sempre l&#8217;oggetto di un agonistico impegno da parte dell&#8217;uomo nel tentativo di controllarla e potenziarla, fin dalle mnemotecniche studiate dai greci e di cui si avvalevano gli oratori latini. La storia dell&#8217;uomo \u00e8 la storia della sua capacit\u00e0 di accumulare ricordi, di stoccare informazioni, di costruirsi un bagaglio di immagini, percezioni, dati e conoscenze che durino nel tempo. E questo non soltanto perch\u00e9 il patrimonio mnemonico che ciascun individuo accumula ne determina l&#8217;identit\u00e0, ma perch\u00e9 \u00e8 proprio sulla base dell&#8217;azione della memoria che cataloghiamo e rielaboriamo le esperienze e che, perci\u00f2, impariamo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">(6 aprile 2007)\u00a0 Repubblica.it<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio canadese su ratti di laboratorio trova la chiave di tutte le mnemotecniche Si spegne un gene, si potenziano i ricordi. 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