{"id":625,"date":"2007-11-18T10:00:00","date_gmt":"2007-11-18T09:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=625"},"modified":"2007-11-18T10:00:00","modified_gmt":"2007-11-18T09:00:00","slug":"il-cervello-di-notte-fa-rewind-e-i-ricordi-si-fissano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=625","title":{"rendered":"IL CERVELLO DI NOTTE FA REWIND E I RICORDI SI FISSANO"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Pi\u00f9 chiari i meccanismi di formazione dei ricordi durevoli: nel cervello c&#8217;\u00e9 un &#8216;registratore&#8217; che si aziona di notte per fissare i ricordi rendendoli duraturi. Per questo processo di consolidamento il &#8216;registratore della memoria a lungo termine&#8217;, posto nella corteccia prefrontale mediale, in pratica sopra al naso, riavvolge in solo 8-10 minuti i ricordi formati durante il giorno a velocit\u00e0 ultrarapida.<\/p>\n<p>Pubblicata sulla rivista Science, \u00e8 la scoperta di David Euston e Bruce McNaughton dell&#8217;universit\u00e0 dell&#8217;Arizona a Tucson. Lo studio \u00e8 importante, commenta Giorgio Vallortigara del Centro Interdipartimentale per le Neuroscienze BRAIN dell&#8217;Universit\u00e0 degli studi di Trieste, non solo perch\u00e9 conferma che \u00e8 mentre dormiamo che si consolidano i ricordi, ma anche perch\u00e9 per la prima volta mostra questa zona della corteccia, gi\u00e0 nota per avere un ruolo nella memoria, implicata nel processo di consolidamento dei ricordi.<\/p>\n<p>Grazie a esperimenti su ratti, spiegano gli autori, &#8220;abbiamo visto con i circuiti dei neuroni che hanno lavorato durante il giorno sono riprodotti di notte ad una velocit\u00e0 6-7 volte maggiore del normale&#8221;, insomma la &#8216;velocita&#8217; del pensier\u00f2, come la chiama McNaughton, accelera durante la notte nella &#8216;corteccia prefrontale mediale&#8217;, che si scopre dunque partecipe del processo di consolidamento. I meccanismi di consolidamento delle informazioni apprese durante il giorno sono basilari per la creazione di ricordi veri e propri che perdurino nel tempo. Pi\u00f9 studi hanno dimostrato in passato che \u00e8 durante la notte, mentre dormiamo, che si giocano questi passaggi critici per la formazione dei nostri ricordi.<\/p>\n<p>Non a caso, rileva Vallortigara, si \u00e8 visto che, perch\u00e9 l&#8217;apprendimento di qualcosa vada a buon fine, abbiamo bisogno di dormirci su e che deficit di sonno sono &#8216;corrosivi&#8217; per le nostre performance mnemoniche. Negli ultimi anni vari studi hanno dimostrato che \u00e8 durante la fase riposante del sonno, quella delle onde lente del cervello, che consolidiamo i ricordi. E di recente si erano avute le prime avvisaglie che proprio in questa fase i neuroni di zone critiche per la memoria fanno una &#8216;replica&#8217; accelerata dell&#8217;attivit\u00e0 svolta di giorno per fissare i ricordi. Usando topolini che di giorno dovevano districarsi tra le vie di un labirinto e registrando l&#8217;attivit\u00e0 dei neuroni della loro corteccia prefrontale mediale, gli esperti hanno visto che quando i roditori dormono i neuroni fanno un vero e proprio &#8216;playback&#8217;, una replica fedele, dell&#8217;attivit\u00e0 che hanno svolto durante il giorno, ma lo fanno in modo accelerato di 6-7 volte. &#8220;Privi dei vincoli comportamentali diurni &#8211; spiega Vallortigara &#8211; i neuroni possono correre e rivedere rapidamente quanto hanno fatto durante il giorno&#8221;. La &#8216;velocita&#8217; del pensier\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 elevata durante la notte, conclude McNaughton, e solo cos\u00ec possiamo rivivere in 8-10 minuti esperienze che in tempo reale durerebbero ore, fissarle e trattenerle in memoria.<\/p>\n<p>fonte: Corriere.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Pi\u00f9 chiari i meccanismi di formazione dei ricordi durevoli: nel cervello c&#8217;\u00e9 un &#8216;registratore&#8217; che si aziona di notte per fissare i ricordi rendendoli duraturi. 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