{"id":628,"date":"2007-11-29T11:27:00","date_gmt":"2007-11-29T10:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=628"},"modified":"2007-11-29T11:27:00","modified_gmt":"2007-11-29T10:27:00","slug":"feed-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=628","title":{"rendered":"Feed"},"content":{"rendered":"<p><strong>Feed: installazione interattiva come metafora dell&#8217;influenza dei media sul vivente<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;\" src=\"http:\/\/files.splinder.com\/e0de55d955e04869f64845457949a88b.jpeg\" alt=\"feed\" \/>Secondo PierLuigi Capucci, curatore insieme a Franco Torriani dell&#8217;edizione italiana di Art Biotech di Jens Hauser, la relazione tra arte e vivente segue due percorsi distinti. Il primo, pi\u00f9 antico, ha le radici nella materia organica e ha tratto nuova linfa da discipline scientifiche e tecnologie come la biologia, le biotecnologie, la genetica. Il secondo percorso, pi\u00f9 recente, scaturisce da varie discipline tra cui la vita artificiale e la robotica sono forse le pi\u00f9 rappresentative.<br \/>\nLa differenza sostanziale tra i due percorsi, al di l\u00e0\u00a0 degli strumenti, delle tecnologie e delle discipline, \u00e8 che nel primo la vita viene presentata &#8220;\u201c la si presenta &#8220;\u201c mentre nel secondo viene simulata &#8220;\u201c la si rappresenta.<br \/>\nL&#8217;installazione &#8216;<a href=\"http:\/\/www.shanecooper.com\/Feed\/index.html\" target=\"_blank\">Feed<\/a>&#8216;, esposta di recente al Museum of Contemporary Art Taipei&#8217;s Zone_V2_ Unstable Media, combina ove possible I due percorsi. Il lavoro \u00e8 composto da due meta&#8217;. La meta&#8217; superiore \u00e8 un muro di schermi televisivi, sintonizzati su canali a basso volume,. La meta&#8217; inferiore \u00e8 un giardino di felci che richiedono per sopravvivere una condizione di estrema luminosit\u00e0 . <em>Gli schermi televisivi forniscono luce alle piante, le quali crescono in direzione degli schermi collidendo tra loro. I visitatori interagiscono con l&#8217;installazione perch\u00e8 il giardino sopravvive grazie alla presenza dei visitatori stessi percepita da camere a raggi infrarossi e trasformata in luce<\/em>. Cooper presenta il vivente per quello che \u00e8 attraverso il giardono di felci ma anche applica il network biologico a quello sociale, il quale \u00e8 a sua volta profondamente influenzato dai media.<br \/>\n&#8216;Feed&#8217; riassume la relazione tra media ed esseri viventi ridicolizzando chi spende le giornate di fronte alla televisione, nutrendosi di TV meals e notizie, credendo che la televisione sia l&#8217;unica fonte di conoscenza e divertimento.<\/p>\n<p>fonte: <a href=\"http:\/\/www.neural.it\/art_it\/2007\/11\/feed_installazione_interattiva.phtml\" target=\"_blank\">Neural.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Feed: installazione interattiva come metafora dell&#8217;influenza dei media sul vivente Secondo PierLuigi Capucci, curatore insieme a Franco Torriani dell&#8217;edizione italiana di Art Biotech di Jens Hauser, la relazione tra arte e vivente segue due percorsi distinti. 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