{"id":7103,"date":"2016-03-01T13:13:35","date_gmt":"2016-03-01T12:13:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=7103"},"modified":"2016-04-19T05:49:19","modified_gmt":"2016-04-19T03:49:19","slug":"il-viaggio-di-portobeseno-2005-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.portobeseno.it\/blog\/?p=7103","title":{"rendered":"Il viaggio di Portobeseno 2005 &#8211; 2016"},"content":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa mi \u00e8 stato chiesto di descrivere il lavoro di ricerca svolto con Portobeseno intorno al tema del &#8216;confine&#8217;. Mi \u00e8 subito venuto in mente il sottotitolo del progetto che ha accompagnato il Festival in questi 11 anni, il &#8216;viaggio tra fonti storiche e sorgenti web&#8217; che prevede l&#8217;attraversamento, quindi l&#8217;esplorazione, di un territorio, sia fisico che virtuale. La proposta di Portobeseno \u00e8 quindi di cercare un passaggio, un filo conduttore tra tradizione e innovazione, raccontare un territorio tenendo i piedi ben saldi a terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1259\/715714981_dca86710e6_z.jpg\" width=\"100%\" height=\"100%\" alt=\"portobeseno festival 2005\"><\/p>\n<p>Uno degli spunti per creare tali narrazioni fu quello di Sara Maino che propose di intraprendere una ricerca sulle feste e sulle frequentazioni del castello di Beseno durante il Novecento, prima dei restauri che lo hanno di fatto ridotto a museo di storia medievale. Successivamente tale ricerca si ampli\u00f2 fino a coinvolgere i bambini delle scuole primarie nella scoperta della memoria orale del territorio, attraverso un dialogo tra generazioni. Superare i confini dell&#8217;et\u00e0 anagrafica per cercare un senso al termine comunit\u00e0 (la comunit\u00e0 esiste quando dialoga).<br \/>\nDa allora sono stati concepiti e realizzati pi\u00f9 di settanta progetti coinvolgendo musicisti e ricercatori di diversa provenienza e orientamento artistico. Lo sguardo &#8216;altro&#8217;, la visione e l&#8217;ascolto senza preconcetti ci hanno permesso di donare alla comunit\u00e0 locale delle documentazioni e delle narrazioni artistiche inusuali e originali, slegate dal filtro della cultura locale. La mappa-archivio come ridonazione rafforza l&#8217;appartenza delle storie ad un contesto culturale, tracciandone i confini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/portobeseno\/533265609\/in\/album-72157600620055017\/\" title=\"white flag bandiera bianca 2006\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1049\/533265609_5f7b8ddce5_z.jpg?zz=1\" width=\"100%\" height=\"100%\" alt=\"white flag bandiera bianca 2006\"><\/a><\/p>\n<p>Simbolo dei confini spesso \u00e8 una bandiera, di diverso colore, di diversa grafica. Nel 2007 sperimentammo con l&#8217;artista Stefano Cagol una &#8220;fine del confine e dell&#8217;identit\u00e0&#8221; attraverso l&#8217;installazione di una grande bandiera bianca sul monte Finonchio, visibile dal fondovalle, dall&#8217;autostrada, dalla ferrovia. La bandiera bianca, somma e annullamento di tutti i colori, voleva provocatoriamente chiedere all&#8217;ignaro spettatore se veramente \u00e8 cos\u00ec importante l&#8217;appartenenza, il &#8220;colore&#8221; di un luogo e di una cultura.<\/p>\n<p>Tra gli ultimi progetti realizzati la performance visuale &#8216;Mappe Liquide&#8217; che indaga, attraverso l&#8217;utilizzo di cartografie antiche, il concetto di confine storico e la percezione del territorio che ci racconta la Storia. Oggetti, liquidi, manipolazioni materiali e digitali che continuano a creare e disfare confini quasi in un ciclo continuo e apparentemente senza via d&#8217;uscita. Le propriet\u00e0 che caratterizzano il liquido, fluidit\u00e0, elasticit\u00e0 e incomprimibilit\u00e0, si mescolano metaforicamente ai concetti di identit\u00e0, frontiera e confine, sfumando quei segni di demarcazione che distinguono il limite o la soglia tra diverse realt\u00e0 tipiche delle mappe geografiche.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/farm4.staticflickr.com\/3869\/14354972387_c487556757_z.jpg\" width=\"100%\" height=\"100%\" alt=\"Portobeseno 2014 &gt; MAPPE LIQUIDE\"><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;ultimo confine che l&#8217;edizione di Portobeseno 2016 esplorer\u00e0 sar\u00e0 quello della conoscenza condivisa. L&#8217;egoismo, &#8216;primo confine&#8217; dell&#8217;uomo, dovr\u00e0 essere superato attraverso la condivisione del sapere. Open data, mappe collaborative, usi civici sono la nuova sfida culturale.<br \/>\nLa costruzione collaborativa di mappe web e di strumenti digitali condivisi sta reinventando infatti il modo di narrare un territorio. La variet\u00e0 e la quantit\u00e0 di contenuti fa emergere la capacit\u00e0 di costruire reti di conoscenza diffusa e di condividere i saperi.<\/p>\n<p>La rivoluzione culturale in atto racconta di una cambiamento nel processo produttivo di costruzione della conoscenza e di nuovi territori attivi, un processo che mette al centro il valore della condivisione e della collaborazione, in cui il tema della partecipazione dei cittadini non \u00e8 imposto dall\u2019alto e per legge, ma il motore di una civic community sempre pi\u00f9 attiva e informata. Accedere e mettere a disposizione informazioni, usare e gestire in modo sempre pi\u00f9 approfondito e connesso le conoscenze, significa essere parte attiva di questo grande e importante momento storico in cui costruire nuove relazioni sociali (tra amministratori, cittadini, professionisti e imprese) e arricchire del capitale intellettuale o sociale di vaste comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco che la collina di Beseno diventa un porto, un luogo d&#8217;incontro, una banchina che accoglie arrivi e che saluta partenze, un bacino dove accadono fatti, esperienze, azioni, incontri. Un\u2019area identificabile con latitudine e longitudine precise dove potersi ancorare e scoprire nuovi orizzonti.<\/p>\n<p>Davide Ondertoller<\/p>\n<p>PORTOBESENO<br \/>\nll progetto culturale Portobeseno \u00e8 nato nel 2004 e si occupa di archivi multimediali 2.0, progetti artistici e laboratori creativi aventi per oggetto il territorio, il paesaggio e la memoria individuale e collettiva. I progetti traggono spunto da interviste narrative, ricerche etnografiche, laboratori didattici rivolti alle scuole, da riflessioni sulla memoria orale e sulla conoscenza concreta del territorio, dall\u2019esplorazione dei paesaggi sonori, dalle loro possibili relazioni con il web attraverso lo sviluppo di cartografie virtuali, blog creativi, geoblog, progetti sociali per la Rete. Tali progetti confluiscono nel festival \u201cPortobeseno, viaggio tra fonti storiche e sorgenti web\u201d che produce spettacoli (dal teatro ai concerti di musica elettroacustica) e installazioni multimediali originali e innovative. Il festival Portobeseno propone inoltre riflessioni sui diritti d\u2019autore, la condivisione creativa e sulla percezione del territorio tra reale e virtuale, dalla scoperta di un sentiero nei boschi alla navigazione virtuale offerta da Internet.<br \/>\n<strong>Portobeseno \u00e8 curato da Davide Ondertoller e Sara Maino.<\/strong><br \/>\nwww.portobeseno.it<br \/>\ninfo(@)portobeseno.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa mi \u00e8 stato chiesto di descrivere il lavoro di ricerca svolto con Portobeseno intorno al tema del &#8216;confine&#8217;. 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