Narrare Calliano 2019

Sono le memorie della comunità, non la storia, non un archivio, non una lista di autorita’
ma una memoria vivente, la coscienza dell’identità collettiva intrecciato in centinaia di storie.

Joe Lambert

Narrare Calliano 2019

‘Narrare Calliano’ è un laboratorio didattico e una ricerca sonora svolta con i ragazzi e ragazze della classe V della Scuola Primaria di Calliano in Trentino, in collaborazione con la docente Carolina De Luca Bossa e l’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina.

intervista Sergio Rosi

Il laboratorio si focalizza sulla conoscenza del territorio di appartenenza attraverso l’ascolto attivo dei suoni ambientali e la raccolta e registrazione di testimonianze orali presso gli abitanti della comunità di Calliano.

intervista Sergio Rosi

L’ascolto è un continuo e delicato processo di apertura, che richiede allenamento, attiva la concentrazione e la curiosità, sviluppa sensibilità ed empatia, promuove la collaborazione e il lavoro di gruppo. È un mezzo per esplorare un luogo, scoprire nuove cose: dai vicoli alle strade, dall’acqua delle fontane alle campane della chiesa.

Narrare Calliano 2019

Gli allievi imparano ad ascoltare Calliano e a registrare il suo paesaggio sonoro, scoprendone la complessità e la bellezza.

Narrare Calliano 2019

Gli allievi acquisiscono gli strumenti per intervistare le persone anziane nell’intimità della loro casa, sperimentando nuove relazioni umane in un clima sereno e spontaneo. Il laboratorio si propone come un veicolo per riscoprire il paese, la gente e le vecchie case che racchiudono una infinità di storie; gli allievi imparano ad interagire in modo più consapevole con i luoghi e le memorie di comunità, raccontate dal suo Narratore per eccellenza, la persona anziana.

Narrare Calliano 2019

Successivamente in classe, mediante una discussione collettiva, abbiamo elaborato una lista con TAG, etichette e parole-chiave, utili a sintetizzare l’esperienza vissuta.

lavagna Narrare Calliano

lavagna Narrare Calliano

lavagna Narrare Calliano

Narrare Calliano 2019
– con i bambini e le bambine della classe V scuola Primaria di Calliano, docente Carolina De Luca Bossa
– in collaborazione con Istituto Comprensivo Alta Vallagarina
– grazie al finanziamento dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Calliano
– l’iniziativa si inserisce nella programmazione del festival Portobeseno 2019
– progetto Narrare il territorio
– album immagini, ospitate su Flickr
– testimoni narranti: Sergio Rosi e Silvana Masera.

intervista Sergio Rosi

Narrare la Valle del Rosspach

Narrare la Valle del Rosspach

‘Narrare la valle del Rosspach’ è un laboratorio didattico e un’esplorazione sonora svolta, nel corso del mese di marzo 2019, con i ragazzi e ragazze della classe I della Scuola Secondaria di Folgaria in Trentino.

Il laboratorio si focalizza sulla conoscenza del territorio di appartenenza attraverso l’ascolto attivo dei suoni ambientali e la raccolta e registrazione di testimonianze orali presso le frazioni e masi dislocati nella parte alta della Valle del Rosspach – Rio Cavallo, nel comune di Folgaria.

Nella prima fase del laboratorio abbiamo registrato e catalogato il paesaggio sonoro e le oasi sonore di Folgaria. Successivamente siamo scesi nell’alta valle del Rosspach dove abbiamo ascoltato otto storie raccontate da persone che sono nate e vissute sul territorio oppure da chi vive oggi i vecchi masi e le frazioni.

Il percorso di visita è iniziato in località Fontani per poi proseguire sul percorso Peneri, Scandelli, Marangoni, Ca’ Nove, Molini, Nicolini, Forreri (mappa).

Un itinerario pensato per l’ascolto di storie passate e contemporanee: come si viveva un tempo e chi abita oggi questi luoghi. Le audio storie registrate dagli alunni andranno a comporre una mappa web dedicata alla valle del Rosspach con l’obbiettivo di ‘narrare il territorio’.

Narrare la Valle del Rosspach

Gli allievi hanno acquisito e rinforzato conoscenze di geografia umana; hanno imparato a intervistare i testimoni, in genere persone anziane, ristabilendo così, il ruolo dell’anziano come narratore di una comunità; con la guida degli esperti hanno imparato a registrare e catalogare suoni ambientali, con il fine di creare un archivio sonoro digitale.

Obiettivi specifici del laboratorio ‘Narrare la Valle del Rosspach’:
– conoscere il territorio attraverso l’esperienza vissuta;
– diventare protagonisti della ricerca e della raccolta della storia di vita;
– osservare e descrivere il luogo raccontato dal testimone anche dal punto di vista sensoriale;
– allenare l’attenzione, ‘pensare con le orecchie’;
– favorire modelli cognitivi per sviluppare una visione più completa e complessa del territorio di appartenenza, attraverso l’ascolto delle storie e dei suoni ambientali.

Registrazioni suoni Folgaria

Narrare la Valle del Rosspach – calendario laboratorio
Folgaria, 20 marzo 2019 – incontro in classe, attività propedeutica
Folgaria, 27 marzo 2019 – esplorazione sonora, registrazione e catalogazione suoni nel centro storico di Folgaria
Mezzomonte, 29 marzo 2019 – esplorazione sonora, registrazione di otto storie caratterizzanti le frazioni e i masi nell’alta valle del Rosspach
Folgaria, 2 aprile 2019 – incontro in classe, storytelling

Narrare la Valle del Rosspach

Narrare la valle del Rosspach – diario del 29 marzo 2019, (ore 8 – 13)

Località e testimoni narratori

Fontani, Renato Fontana
Fontani, Giovanni Fiabane
Peneri, Elisabetta Monti
Peneri, Giorgio Cucco
Scandelli, Luigi Keller
Marangoni, Giuliana Lanfranchi
Molini, Giovanni Valle
Nicolini, Damiano Pavone

Narrare la Valle del Rosspach

Renato Fontana è nato ai Fontani e abita da alcuni decenni a Calliano. Ricorda subito la giovinezza ai Fontani. “Quando avevo la vostra età ci si svegliava molto presto per andare a scuola, si scendeva a piedi a Mezzomonte attraverso i sentieri. Prima di entrare in classe c’era da andare in chiesa per assistere alla messa. Si indossavano sempre pantaloni corti, estate e inverno, anche con mezzo metro di neve. I giochi si svolgevano intorno alle case, c’era poco spazio per giocare a pallone, non era facile per via della pendenza dei terreni e del filo spinato che correva tra una proprietà e l’altra.”


Narrare la Valle del Rosspach

Giovanni Fiabane, originario di Venezia, vive ai Fontani con la sua famiglia, la compagna e due bambini, da circa 15 anni. La sua è stata una scelta di vivere nella natura, a pochi chilometri dal luogo di lavoro (gestisce il cinema Paradiso di Folgaria). Appassionato di musica ha creato il primo impianto sonoro soundsystem della provincia di Trento, in omaggio al luogo dove vive il progetto e il collettivo di musicisti si chiama Radio Fontani.


Narrare la Valle del Rosspach

Elisabetta Monti è arrivata a Mezzomonte negli anni 80. La natura incontaminata e la possibilità di aprire un’azienda agricola sono stati gli spunti per venire a vivere nella località Gruin, poco sotto i Peneri. “All’inizio è stato molto difficile, c’era un rudere da ricostruire come abitazione e i terreni da dissodare. Il territorio era quasi completamente abbandonato, incredibile come in pochi anni il bosco si riprenda lo spazio.”
Elisabetta ha costruito uno dei primi impianti in Trentino di fitodepurazione e la sua azienda agricola è molto attenta a tutte le pratiche ecologiche sostenibili.


Narrare la Valle del Rosspach

Giorgio Cucco è nato ai Peneri, si è trasferito da qualche anno a Folgaria. La famiglia Cucco è documentata ai Peneri da 500 anni e il loro è il maso principale che occupa praticamente metà della contrada.
Giorgio ricorda l’infanzia: “Quando ero piccolo eravamo più di 50 abitanti dei Peneri. C’era addirittura una scuola, una piccola aula dove c’eravamo dentro tutti, piccoli e grandi, 12 bambini circa. Inoltre si ripeteva una o due volta la Quinta Classe perché non c’era la possibilità di frequentare altre scuole. C’era molta armonia tra le famiglie, ci si dava una mano anche nelle piccole cose. Il bosco era coltivato per i diversi usi, tutti avevano orto e un campo di cipolle e patate.”
Ricorda inoltre un momento speciale che si svolgeva ai Peneri: “Un importante momento comunitario era quello della macellazione dei maiali. Veniva uno da fuori per sgozzare gli animali e poi si lavorava la carne tutti assieme. Negli stessi giorni si sentivano le urla di quelli della Guardia che macellavano anche loro. Tenere fermo ‘el mascio’ non era cosa da poco ed erano momenti molto concitati.”


Narrare la Valle del Rosspach

Luigi Keller ha scelto da qualche anno di vivere nel maso degli Scandelli. La scelta è stata determinata dalla relativa lontanza da centri turistici e dalla possibilità di suonare spesso l’amata chitarra elettrica. Luigi è stato un atleta, pioniere dello snowboard. Lavora spesso fuori provincia ma la rete internet gli permette di lavorare a casa, “questo è un grande vantaggio”.


Narrare la Valle del Rosspach

Giuliana Lanfranchi è nata a Bergamo di Sopra e dopo il matrimonio è venuta a vivere ai Marangoni. Adesso è una nonna felice, ama da sempre il luogo in cui vive. I bambini chiedono: “Stiamo facendo una ricerca sui suoni, cosa ci racconta?” – Giuliana: “In questo posto tranquillo suoni ce ne sono pochi ma ho questo splendido paesaggio davanti a casa, le notti d’inverno la Guardia diventa un presepe.”
Giuliana ha ricordato la propria infanzia passata ad accudire i fratelli e sorelle più piccole, a volte senza l’ausilio dei genitori. Racconta anche della guerra e dei bombardamenti di Bergamo, la fame e la miseria, “trovare ricchezza anche nelle piccole cose”.


Narrare la Valle del Rosspach

Giovanni Valle, autista dell’Atesina per trent’anni (“è stata la mia fortuna”), è di Folgaria ma lo incontriamo alla frazione Molini. “In queste prime case dei Molini vivevano due anziane donne, da sole. Non possedevano nulla se non un paio di capre. Non so di cosa vivessero, erano molto povere. A volte la mia famiglia mi mandava a comperare da loro un litro di latte, era il loro unico reddito.”
Giovanni ricorda anche gli anni Cinquanta quando inizia praticamente lo spopolamento della valle: “Sono figlio di emigrati, sono nato in Francia ma nel 1940 dopo l’invasione militare tedesca, i miei genitori decisero di tornare ad abitare nuovamente ai Marangoni. Dopo la guerra i giovani se ne andarono a lavorare all’estero, in Svizzera soprattutto.”


Narrare la Valle del Rosspach

Damiano Pavone è nato a Taranto, entra giovane nell’esercito, nella Guardia di Finanza. “Ho vissuto praticamente la mia vita sul confine. Prima, durante la Guerra Fredda, al confine con la Jugoslavia e poi in Alto Adige durante il terrorismo separatista. Oggi il confine è con i cervi della foresta della Gon, vorrebbero mangiarmi l’insalata dell’orto. I suoni dei Nicolini? Dovete venire la mattina presto, quando arriva il sole. C’è un meraviglioso concerto di uccellini, di tutti i tipi.”


Narrare la Valle del Rosspach

ARCHIVIO IMMAGINI
Narrare la valle del Rosspach‘ ospitato su Flickr

Ringraziamo tutti i narratori coinvolti, il personale docente dell’Istituto Scolastico Folgaria Lavarone Luserna, l’Associazione Valle del Rosspach, il Comune di Folgaria finanziatore dell’iniziativa. Il laboratorio ‘Narrare la valle del Rosspach’ si inserisce nella programmazione 2019 del festival Portobeseno.

quotidiano l'Adige 4 aprile 2018

GENERAZIONI DI SOGNI

 

Noi soffriamo per i sogni.
Noi guariamo con i sogni.
Gaston Bachelard

 

Generazioni di Sogni - film

 

GENERAZIONI DI SOGNI
film documentario, 2019

progetto di
Sara Maino e Davide Ondertoller

con la collaborazione di
Sara Filippi

regia
Sara Maino

 

Il film documentario ‘Generazioni di sogni’ racconta il percorso laboratoriale sul tema delle pari opportunità, che nel 2018 ha coinvolto quattordici adolescenti della Comunità Alto Garda e Ledro come protagonisti attivi di una serie di videointerviste.

Il soggetto del film sono le storie di donne e uomini dai diciotto ai novant’anni, che narrano i loro sogni personali, le loro aspirazioni, i percorsi di autorealizzazione, con particolare riferimento alle differenze di genere e al ruolo degli stereotipi in epoche diverse.

 

Calendario presentazioni
 
– giovedì 28 marzo 2019, ore 17 presso Cantiere 26, Arco (TN)
 
– venerdì 29 marzo 2019, ore 20.30, presso la Sala Consiliare del Municipio di Calliano (TN)

 

generazioni di sogni

 

Con il contributo finanziario di
Provincia Autonoma di Trento – Ufficio Pari Opportunità
Comunità Alto Garda e Ledro
Comune di Riva del Garda
Cassa Rurale Alto Garda

e il patrocinio di
Comune di Arco
Comune di Besenello
Comune di Calliano

 

generazioni sogni
generazioni sogni logo

 
In collaborazione con
Associazione Libera Mente – Portobeseno
Azienda Pubblica di Servizi alla Persona – APSP “Casa Mia” di Riva del Garda
Centro Aperto “Punto X” di Riva del Garda
Centro Giovani “Cantiere 26” di Arco
Università Popolare Trentina – UPT Scuola delle Professioni per il Terziario di Arco

 
Generazioni di Sogni - film

 
“Qual era il tuo sogno da bambina e da bambino? E ora?”
 
Nel 2018 un gruppo di ragazze e ragazzi dai dodici ai sedici anni della Comunità Alto Garda e Ledro è stato coinvolto in un percorso laboratoriale sul tema delle pari opportunità. Gli incontri si sono svolti presso l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Casa Mia” di Riva del Garda, il Centro Giovani “Cantiere 26” e l’Università Popolare Trentina – Scuola delle Professioni per il Terziario di Arco.

 
Generazioni di Sogni - film

 
Lo scopo era di realizzare insieme un documentario, attraverso una serie di interviste a persone di diverse età, focalizzato sui loro sogni, sulle aspirazioni della propria vita e sulle possibilità di autorealizzazione alla luce degli stereotipi di genere.
 
Il percorso di ricerca ha coinvolto nove testimoni narranti dai diciotto ai novant’anni che si sono raccontati alle giovani generazioni. Abbiamo ascoltato le storie di una artista e di una ricamatrice, di un professore, di un operatore sociosanitario, di un avvocato e di una calciatrice, di un ricercatore, di una educatrice e di un musicista.

 
Generazioni di Sogni - film

 
Gli incontri sono divenuti occasione di dialogo e confronto per riflettere sulle disparità fra donne e uomini in diverse epoche storiche; ma, anche uno strumento per conoscersi, riconoscersi e sostenersi tra passioni, difficoltà e strategie.
 
Il documentario ‘Generazioni di Sogni’ ambisce a promuovere una cultura più consapevole delle pari opportunità e il superamento degli stereotipi di genere, in un racconto a più voci che coinvolge generazioni di sogni.

 
Generazioni di Sogni - film

 
GENERAZIONI DI SOGNI

Approfondimento: scheda laboratorio

Scheda film: sinossi

Raccolta immagini, su Flickr

Comunicato Stampa e fotografie – 13 marzo 2019 – scarica file (*.zip)

Locandina Arco 28 marzo – download PDFdownload JPG

Locandina Calliano 29 marzo – download PDFdownload JPG

 
Generazioni di Sogni - film

 
informazioni
 
mob 340 555 4516
portobeseno(@)gmail.com

 
 

Le corna di cervo di Castel Beseno

Dai vecchi pannelli di pino della cosiddetta “Stube Grande” a Churburg si alza brillante, lucente, un corno di cervo interamente inciso. La preziosa opera d’arte ricorda il matrimonio del cavaliere Oswald II Trapp, il 9 novembre 1562 nel suo castello di Beseno, con Caterina di Neidegg.

Corno Trapp 1562

ll palco proviene da un esemplare di cervo di 14 anni, probabilmente cacciato nella vasta area signorile dietro Castel Beseno, la Scanuppia.
Presentare oggi un corno ad un matrimonio ci sembra proprio oggi essere uno scherzo inappropriato, grossolano. Nella credenza popolare del tempo invece il cervo era generalmente considerato un simbolo e un agente di fertilità, un animale che porta fortuna.

Riassunto dell’apparato iconografico:
– stemmi e riferimenti alle due casate Trapp e Neidegg;
– riferimenti a castel Beseno, “O S W A L T T R A B (her) Z V P I S E N “(anziché Pisein o Beseno);
– ciclo di iconografie dei “paesi intelligenti” e folli” attraverso il modello del “ciclo delle vergini sagge e stolte”.

Corno Trapp 1562 Corno Trapp 1562

Il corno fu trovato dal conte Federico Bossi Fedrigotti sopra la porta di un macellaio di Calliano e fu rivenduto alla famiglia Rotschild di Vienna. Dopo la Seconda Guerra mondiale il corno fu donato al museo statale Ferdinandeum di Innsbruck. Nel 1947 venne barattato dalla famiglia Trapp con un elmo etrusco rinvenuto a Sluderno. Attualmente si trova nel castello di Coira – Churburg.

Traduzione e riassunto dal testo di
Das gravierte Hirschgeweih aus Castel Beseno”- (1968) – von Oswald Trapp und Wolfgang Wegner

Photoalbum, a cura di Portobeseno, archivio Trapp di Beseno

Corno Trapp 1562

ALLE RADICI DELLE COOPERAZIONE A BESENELLO

Il laboratorio e progetto audiovisivo, nato su iniziativa della Famiglia Cooperativa di Besenello, coinvolge le due sezioni della Classe Quinta della Scuola Primaria di Besenello.

Le attività laboratoriali e le riprese audiovisive si svolgeranno tra gennaio e febbraio 2019.
La presentazione del documentario è prevista per aprile 2019.

Cassa Rurale Alta Vallagarina

PREMESSA

Il progetto culturale si sviluppa all’interno della Comunità di Besenello: vuole favorire l’incontro tra diverse generazioni, attualizza e spiega il fenomeno del mutuo aiuto e della cooperazione, valorizza l’operato e la memoria orale di soci e amministratori.

La Famiglia Cooperativa (capofila) e la Cassa Rurale Alta Vallagarina, assieme a Portobeseno e al Comune di Besenello propongono un laboratorio didattico avente come oggetto l’approfondimento del tema “la Cooperazione di Consumo e di Risparmio”.
Il progetto, cofinanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, beneficia del patrocinio da parte dell’Istituto Comprensivo Alta Vallagarina e della Federazione Trentina della Cooperazione.

Cassa Rurale Alta Vallagarina

Assieme ai bambini e alle bambini incontreremo testimoni e soci cooperatori di Besenello, in prevalenza persone anziane. Le storie raccolte e registrate diventeranno un documentario audiovisivo.

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IL LABORATORIO

Il progetto didattico si focalizza sull’esplorazione e la conoscenza dei temi sociali e culturali legati al fenomeno della cooperazione di consumo e del credito cooperativo attraverso un’allenamento sensoriale dedicato all’ascolto attivo e la raccolta di testimonianze (soci cooperatori) da parte degli alunni della scuola Primaria.

In classe

L’attività consiste in un approccio laboratoriale, mediante il quale i giovani allievi acquisiscono gli strumenti per registrare e per intervistare persone, sperimentando nuove relazioni umane in un clima sereno e spontaneo. L’obiettivo è quello di raccogliere le memorie della comunità, la coscienza dell’identità collettiva intrecciata in centinaia di storie. Il progetto è quindi centrato sulla ricerca delle biografie legate al mondo cooperativistico, attraverso le storie e l’esperienza di vita della gente. Attraverso il racconto della propria esperienza di vita e di lavoro, il racconto personale si intreccia così con le storie e le vicende di tutta la comunità a livello economico, sociale, antropologico, culturale ed ecologico.

Famiglia Cooperativa Besenello - intervista Marcello Enderle

IL DOCUMENTARIO AUDIOVISIVO

Alla conclusione del ciclo di incontri sarà infatti presentato un video documentario con l’obiettivo di “narrare la cooperazione di consumo e risparmio” attraverso la voce dei testimoni, dei bambini e degli archivi storici.

Il filmato sarà presentato, durante la serata conclusiva dedicata al progetto assieme con testimoni coinvolti, agli allievi e allieve della scuola, i genitori, gli amministratori del comune di Besenello e delle cooperative coinvolte.

Vogliamo sottolineare l’eccezionalità della rete sociale costituita in quanto è la prima volta che Famiglia Cooperativa, CR Alta Vallagarina e Comune di Besenello collaborano in un progetto culturale collettivo.

Famiglia Cooperativa Besenello

ARCHIVIO “NARRARE LA COOPERAZIONE A BESENELLO”

intervista Renzo Tommasi

Il progetto NARRARE LA COOPERAZIONE A BESENELLO è finanziato da

  • Provincia Autonoma di Trento – Servizio Industria, artigianato, commercio e cooperazione – Ufficio enti cooperativi – bando “Promozione e sviluppo della cooperazione, dell’educazione e dello spirito cooperativi”
  • Famiglia Cooperativa Besenello
  • Cassa Rurale Alta Vallagarina
  • Comune di Besenello

con il patrocinio di

  • Federazione Trentina della Cooperazione
  • Istituto Comprensivo Alta Vallagarina
  • in collaborazione con

  • gli alunni e le alunne delle classi Quinta Scuola Primaria Besenello, docente Patrizia Franzoi
  • progetto

  • Davide Ondertoller
  • laboratorio didattico e documentazione

  • Davide Ondertoller, Sara Maino
  • regia e montaggio audiovisvo

  • Sara Maino
  • Un particolare ringraziamento a Renzo Tommasi, al personale della Famiglia Cooperativa Besenello e della Cassa Rurale Alta Vallagarina, a tutti i testimoni, soci cooperatori, coinvolti nelle ricerche e nelle interviste.

    Far scoprire la cooperazione ai bambini delle elementari quotidiano L’Adige - martedì 19 febbraio 2019