ADIGE ETSCH ADESS

di | 15 Ottobre 2022

PORTOBESENO
viaggio tra fonti storiche e sorgenti web

sabato 22 OTTOBRE 2022

Continua la ricerca sonora del festival Portobeseno, giunto quest’anno alla diciottesima edizione, dedicata ai suoni ambientali della Vallagarina. Quest’anno l’associazione Libera Mente organizzatrice del festival ha deciso di uscire dal castello di Beseno per proporre un evento popolare rivolto alle famiglie ed in generale ad un pubblico attento alle novità legate al paesaggio sonoro.

Si è svolto sabato 22 ottobre l’appuntamento ricco di performance sonore e concerti musicali nei pressi del ponte ciclabile di Nomi-Calliano, lungo il fiume. Il titolo dell’evento ‘Adige, Etsch, Adess’ sottintende diverse interpretazioni e declinazioni linguistiche legate al grande fiume che unisce diverse culture e dialetti ma anche paesaggi sonori.

Sono tredici i musicisti e DJ che hanno risposto alla chiamata del festival Portobeseno 2022 per suonare lungo le sponde dell’Adige. L’evento si è svolto con concerti e performance sonore lungo la ciclabile nei pressi del ponte ciclopedonale di Nomi.
Un pomeriggio ricco di sonorità in dialogo con il fitto paesaggio sonoro creato dall’autostrada, dalla ferrovia, dalle strade provinciali e naturalmente dal flusso continuo dell’acqua che scorre sotto il ponte.

Hanno partecipato i musicisti Emiliano Tamanini (tromba), Federico Tommasi (vibrafono), Andrea Port (chitarra elettrica), Marco Bandera (handpan), Mauro Ghezzi (pianoforte), Paolo Bertolini Giazzera (chitarra elettrica), Stefano Menato (sax). Sono stati coinvolti anche i musicisti del gruppo fiati della Banda Sociale di Cavedine che proporranno concerti itineranti per allietare i ciclisti e il pubblico presente sulla ciclabile. L’evento si concluderà presso il Bicigrill Asgard con le performance elettroniche di Parish e Monoimpala.

Nel programma della manifestazione anche la passeggiata sonora condotta da Sara Maino, un percorso di ascolto che si è snodato dall’autostrada nei pressi del ponte della ciclabile fino al biotopo di Nomi.


Portobeseno 2022 POSTER 22 ottobre 2022

ADIGE ETSCH ADESS
interpretare il paesaggio sonoro


LUNGO E SOPRA IL FIUME
h > 13.30 – 16.00

ponte della ciclabile di Nomi – Calliano

Banda Sociale di Cavedine
gruppo fiati

Emiliano Tamanini
tromba, flicorno, conchiglie

Federico Tommasi e Andrea Port
vibrafono e chitarra elettrica

Marco Bandera
handpan

Mauro Ghezzi
pianoforte

Paolo Bertolini Giazera
chitarra elettrica

Stefano Menato
sax

PASSEGGIATA DI SUONI
DALL’ADIGE AL BIOTOPO
h > 15.30

a cura di Sara Maino
ritrovo Bicigrill ASGARD
iscrizioni portobeseno@gmail.com

LIVE SET @ ASGARD
h > 16.00 – 20.00

MONOIMPALA
PARISH



mosaico Portobeseno 2022

Portobeseno 2022 è realizzato grazie al finanziamento di
Provincia Autonoma di Trento
Regione Autonoma Trentino – Alto Adige
BIM dell’Adige
Comune di Besenello
Comune di Calliano
Comune di Folgaria
Comune di Nomi
Comune di Volano

in collaborazione
Bicigrill ASGARD

media partner

Crushsite.it

un particolare ringraziamento al
Settore gestione piste ciclopedonali della Provincia Autonoma di Trento

contatti PORTOBESENO 2022
portobeseno@gmail.com
mob 340 555 45 16

ARCHIVIO FOTOGRAFICO EVENTO
ospitato su Flickr

mosaico ADIGE ETSCH ADESS

BIOGRAFIE ARTISTI

La Banda Sociale di Cavedine ha sempre rappresentato un polo di aggregazione sociale e di promozione culturale in cui giovani e meno giovani si incontrano nella pratica musicale. L’attenzione verso il naturale rinnovamento si è articolata in numerose iniziative indirizzate alle giovani leve.
In questo contesto, su iniziativa di un gruppo di giovani bandisti, è nato un quintetto di fiati con il duplice scopo di alimentare la propria passione per la musica e allargare l’offerta musicale dell’associazione.
In anni recenti l’ensemble ha assunto una forma meno rigida coinvolgendo a più riprese numerosi bandisti. La fluidità dell’attuale formazione garantisce una risposta adeguata per tutte le occasioni.

Diplomato in Tromba al Conservatorio di Trento, Emiliano Tamanini ha da subito intrapreso un’intensa attività orchestrale presso importanti enti teatrali italiani (Gran Teatro la Fenice di Venezia, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Teatro Regio di Torino, Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Verdi di Milano) e di strumentista in formazioni cameristiche. Si è perfezionato sotto la guida di Giancarlo Parodi. Ha frequentato masterclasses (M. Pierobon, G. Bodanza, S. Burns, R. Martin, F. Damrow) e corsi di perfezionamento per professore d’orchestra (Accademia della Scala di Milano, Maggio musicale fiorentino). Successivamente si è specializzato in musica jazz con una laurea triennale al Conservatorio di Trento. Ha partecipato come trombettista ed arrangiatore jazz a numerosi festival nazionali ed internazionali (San Sebastian, Vicenza Jazz, L’Aquila per il Jazz) accompagnando ed incidendo con importanti artisti (Maria Schneider, Gil Goldstein, Javier Girotto, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso). – video Comeilfiume@portobeseno2022

Provenendo da mondi musicali distinti, densi di fusion, jazz, funky, flamenco, libera improvvisazione per Andrea Port, e di classica, jazz, soul, elettronica, minimalismo per Federico Tommasi, ispirandosi a musicisti del calibro di John Scofield, Jim Hall, Jaco Pastiorius, Paco de Lucia, Chick Corea e Derek Bailey per Andrea e di Claude Debussy, Chet Baker, Marvin Gaye,Goldie, Yann Tiersen e Philip Glass per Federico, il punto d’incontro sull’Adige non poteva che essere un’ espressione jazz minimalista per interpretare la fluidità impavida, la costanza meditativa e la profondità ovattata dell’acqua.
Ponteacqua e Idropulsione ne sono l’essenza, la loro libera interpretazione.

Marco Bandera è un musicista, compositore, artista di strada. I suoi strumenti principali sono gli handpan (strumenti creati in Svizzera nell anno 2000), le tablas (percussioni indiane) ed il cajon flamenco tra le altre percussioni.
Il viaggio musicale di Marco è cominciato agli inizi degli anni ’90 suonando la batteria in alcuni gruppi locali in Trentino, dove è cresciuto. Dopo alcuni anni è arrivato in contatto con diversi stili di musica etnica del mondo che lo hanno ispirato profondamente.
Nel 2004 si trasferisce in Andalusia, dove approfondisce la sua esperienza con il flamenco, la musica brasiliana, la musica araba e la classica Indiana grazie a tutti gli incontri con musicisti negli anni vissuti a Siviglia.
Durante il decennio seguente Marco ha viaggiato in diversi paesi quali Brasile, Messico, USA, Tanzania, Norvegia e Svezia, per studio e per lavoro. L’India diventa una meta fissa per molti inverni sia per lo studio della musica che dello yoga e meditazione.
Nel 2014 riceve il suo primo handpan e molto presto si rende conto della sua profonda passione per questo nuovo strumento: la possibilità di creare musica combinando il ritmo e la melodia lo riempie di entusiasmo e gioia.
Essendo lui stesso un praticande di meditazione, Marco comprende il potere curativo della musica. Il suo stile viene direttamente dal cuore, le sue principali fonti di ispirazione arrivano dalla natura e dal silenzio.

Mauro Ghezzi – Ho iniziato a suonare a 14 anni alle assemblee concerto come cantante di una cover band dei Deep Purple poi sono passato alle tastiere con i Carpe Diem, sono stato cofondatore dei Terror Pizzeria con cui ho inciso un album. Per dieci anni ho avuto la possibilità di girare in tour in Europa al pianoforte con il gruppo dei The Killers, band tributo a Jerry Lee Lewis. Attualmente suono il pianoforte solista o in piccole formazioni con chitarra o basso. Compongo musica pubblicando spesso su YouTube le mie opere.

Paolo Bertolini Giazera – Ho iniziato giovanissimo a suonare pianoforte e fisarmonica e successivamente, ispirato da Neil Young, ho intrapreso lo studio della chitarra.
Ho fatto parte negli anni a diverse formazioni rock, country e folk … tra cui gli Apocrifi e gli Yellow Kapras.
Attualmente ho dei progetti di teatro con la compagnia Arteviva e il trio THE AGE che propone musica acustica country e pop.
Professionalmente nella musica sono stato direttore didattico per un breve periodo (2 anni) della scuola musicale Operaprima dei 4 Vicariati.
Tra i fondatori dell’Associazione Rock e Altro di Mori nella quale ho ricoperto la carica di presidente per 10 anni, attualmente sono il vice presidente e il co-gestore della sala prove.

Stefano Menato – Diplomato in clarinetto e sassofono presso il Conservatorio F.E. Dall Abaco di Verona . Ha collaborato con le Orchestre Sinfoniche Rai di Milano, Rai di Torino, Fenice di Venezia, Teatro Verdi di Trieste, Haydn di Trento e Bolzano.
Nel 1995 vince l ‘audizione per clarinetto e sassofono presso l’orchestra dell’Arena di Verona, collaborandovi per diversi anni. Partecipa a Sanremo ‘Premio Tenco’ accompagnando i cantanti Morgan, Noemi, Roy Paci, Marina Rey. Suona ad Umbria Jazz con protagonisti Gino Paoli, Gaetano Curreri, Giuliano Sangiorgi (Negramaro ), Paolo Fresu. Partecipa al Festival di Sanremo (edizione 2020 ) accompagnando il cantante Raphael Gualazzi.

Sara Maino – Lavoro nell’ambito performativo, teatrale e video.Mi dedico con particolare attenzione alla regia di opere audiovisive e alla messinscena di spettacoli, alla lettura scenica e alla scrittura come autrice.
Sono specializzata nell’ideazione e nella conduzione di laboratori didattici nei percorsi di ecologia sonora, teatro, video, storytelling.
I laboratori sono focalizzati sulla pratica del suono e della registrazione dei paesaggi sonori come strumenti di relazione e di una educazione all’ascolto più consapevole. Una ricerca che conduco da quindici anni anche con il progetto Portobeseno. Lavoro con scuole ed enti in tutta Italia.
Creo installazioni multimediali che traggono spunto da suggestioni sonore e ricerche etnografiche sulle memorie della gente, di cui mi occupo da diversi anni, come ricercatrice.
Curo progetti artistici per diversi festival nazionali, tra cui Portobeseno e Montagne Racconta.

DJ Parish – Da sempre grandissimo appassionato di musica oltre che musicista, comincia a metter dischi un po’ per gioco a feste e serate tra amici nella prima metà degli anni 90.
La pratica andando avanti assume risvolti sempre più seri e nella seconda metà degli anni 90, dalle serate tra amici si passa alle prime richieste “ufficiali” per serate in locali e club di Rovereto e dintorni, proponendo un miscuglio sonoro che va dalla Giamaica dei primi 60 all’elettronica del primo Break Beat, attraversando comunque nei suoi set generi e sottoculture musicali varie.
Nel nuovo millennio comincia a definire meglio il proprio suono abbandonando alcuni generi ed approfondendone altri, in particolar modo il Northern Soul, sottocultura che lo porterà a condividere la consolle con alcuni dei migliori interpreti del genere in numerose serate in giro per l’Italia.
Negli ultimi anni prova a cambiare approccio ad una buona parte dei suoi dj set, prestando maggiore attenzione a cercare la colonna sonora ideale di ogni singolo evento in base al contesto e alla tipologia dell’evento stesso, svincolandosi da quegli schemi musicali e dai cliché che lo hanno caratterizzato per lungo tempo.

Mono Impala è un progetto. Passione per la musica. Elettronica. Ricerca e sperimentazione costanti. Gli strumenti? Sistemi hardware selezionati. Eccher e Krunovar inseguono il suono per spingerlo verso un inconfondibile “oltre-confine”.
La costruzione di una storia sonora è un’operazione cognitivamente complessa, che comporta un alto livello di astrazione dei suoni. Da un lato bisogna tenere conto di essi, dei dati a nostra disposizione; dall’altro, si deve contemporaneamente processarli e rielaborarli.
L’Adige presso Nomi racconta la sua storia, fatta di fruscii e rumori brutali, di acqua che incontra i sassi, di uccelli tra le fronde, del traffico autostradale, delle rotaie dei vagoni ferroviari. A noi sta estrarre questi stimoli dal loro ambiente, ricollocarli in nuove coordinate e porli in relazione in un nuovo contesto: il nostro racconto emotivo, strutturato secondo le nostre inferenze narrative.

ADIGE ETSCH ADESS

quotidiano l'Adige 25 ottobre 2022